TIZIANO FERRO  "Sono un grande"
   (2026 )

Che dire, bentornato Tiziano, bentornato alla freschezza, alla leggerezza di cui avevamo tutti bisogno.

Come dice lui (ho infatti partecipato alla presentazione del disco), il titolo va utilizzato come carica personale, ripetendosi come mantra: ”Sono un Grande”, così ci si carica e ci si aiuta a superare le difficoltà quotidiane. Sono un grande, detto così con un pochino di godimento personale, perché si deve credere in sé stessi e nella vita.

Dicevo ''freschezza'' perché il produttore del disco si chiama Zef, al secolo Stefano Tognini, che ha nel palmares alcune delle produzioni che più hanno funzionato negli ultimi anni. E devo dire che la scelta del produttore è stata perfetta, non ho incontrato nessuno dei miei colleghi addetti ai lavori che non abbia condiviso l’ottima impressione dei primi ascolti del disco.

Ci sono tracce in questo album che ti gasano, che vanno ascoltate a volume altissimo a bordo di una cabrio sulla A1 americana, o sulla Grand Ocean Drive vicino a Melbourne! ''Cuore rotto'' su tutte! Boom a Manetta!

Scusate, sembro di parte, ma sto ascoltando il disco veramente a volume altissimo e devo dire che è fatto proprio bene, non strappa mai.

Consideriamo questo ''Sono Un Grande'' un restart, un cambio di direzione (e di casa discografica, ora siamo in Sugar) che offre un nuovo punto di vista di Tiziano sulla vita: quello divertente di ''Fingo&spingo'', ''Cuore Rotto'', e quello riflessivo di ''Gioia'', ''Milite Ignoto'', ''Quello che si voleva''.

Sono delle ballad, piacevolmente riflessive anche se parlano di tristezza e di limiti da superare o superati per amore, i testi sono immediati, diretti e con morale altrettanto immediata.

Bene, bravo bis, aspettiamo i live con impazienza. Ho visto a suo tempo il suo primo San Siro ed è stato uno spettacolo. (Marco Camozzi)