MAYHEM MAVERICKS  "Mayhem Mavericks"
   (2026 )

Di fronte ad esordi così luminosi, potenti e promettenti come questo dei Mayhem Mavericks, ormai incrocio le dita e faccio gli scongiuri del caso. E sapete perché?

Perché è già successo spesso (e malvolentieri!) che l’entusiasmo iniziale di una nuova, gustosa band possa coincidere con la semplice sfiziosa voglietta di incidere il primo disco, e poi, se va bene ok, altrimenti… chi s’è visto s’è visto.

Il fatto è che, stavolta, nutro più fiducia, perché si tratta di un trio formidabile di musicisti, che ha una tremenda voglia di incidere la propria impronta nell’ambito hard-metal-rock, lasciandosi alle spalle il passato, comunque onorevole, con gli Alchemy.

Ci riusciranno? Chissà… però già pregiati segnali di qualità si possono captare nelle 11 tracks di quest’omonimo debut-album, guarnito con eccellente ene(sine)rgia e già in evidenza con l’inaugurale “Divide”, con ”Midnight Crawler” e “Join the fight”, tanto per citare un trio coriaceo, sparato con piglio inossidabile ed irruente.

Invece la triade dei singoli “Killing eyes”, “I can feel the heartache” e “More to ask” godono, complementariamente, di olezzi godibili di chitarre, di note gagliarde sferragliate con tecnica ma anche di apprezzabili oasi power-ballad.

In realtà ritengo che “Best of me” incarni l’auto-giudizio sin dal titolo, in quanto si tratta del “migliore” atto apicale tra grinta e passione narrativa.

La forza propulsiva del trio riprende alla grande con la penetrante “One Day in a Lifetime”, auspicando, ai saluti, che la loro sia una “Road with no end”: ossia, una “strada senza fine”.

Ecco, appunto: come vi dicevo in premessa, lo spero anch’io. Mayhem Maverick: un’onda d’urto al servizio del grande rock. (Max Casali)