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COLLEONI "Portulaca"
(2026 )
Colleoni è il moniker di Luca Borin, cantautore novarese classe 1984 che ha da poco firmato il suo debutto solista con “Portulaca”.
Arrivato dopo un lungo percorso fra teatro e altri progetti musicali, “Portulaca” è stato scritto, suonato e prodotto in prima persona e comprende otto brani di stampo cantautoriale, costruiti attraverso caldi intrecci fra chitarre acustiche, pianoforte, Hammond e mellotron, quasi sempre funzionali alle parti vocali e alla scrittura, dichiaratamente il focus del disco.
La proposta di Colleoni, infatti, non cerca soluzioni facili in termini di produzione né sul piano meramente compositivo, spesso rinunciando anche ai ritornelli a vantaggio di forme irregolari e strofe che sembrano susseguirsi in maniera del tutto libera.
Il songwriting è denso, segnato da un lessico curato e dalla ostinata ricerca di rime e da riflessioni sul presente, sulla società e la politica, sull’identità e l’amore, seppur non nelle forme più convenzionali.
“Portulaca” è un album urgente nel senso più puro del termine, in quanto figlio di esigenze espressive e non di mera pianificazione: nel testo come nella musica, non c’è mai nulla di troppo prevedibile e immediato e, anche per questo, ascoltarlo è un esercizio da compiere con estrema attenzione, dall’opener e singolo di lancio “Sinonimi e contrari” a “Gaza”, con lo sguardo rivolto a una delle pagine più tristi e drammatiche della storia recente, anche in termini di responsabilità collettiva.
Colleoni dimostra di avere le idee già chiarissime, confezionando un album intenso con un linguaggio già molto personale e riconoscibile. (Piergiuseppe Lippolis)