CRUNGUS  "Hollow"
   (2026 )

Con ''Hollow'', i texani Crungus dimostrano di essere una delle formazioni più feroci e viscerali dell’attuale panorama brutal death / blackened death metal.

L’album, pubblicato via Wormholedeath, racchiude dieci tracce che scavano nel disagio umano con una brutalità chirurgica e un senso di oppressione costante.

La produzione è razor‑sharp, pulita ma devastante, con chitarre che tagliano come lame arrugginite e un basso che pulsa come un organismo in decomposizione sotto terra.

Il disco è un’opera che unisce brutalità e precisione, sostenuta da una resa sonora impeccabile che calza alla perfezione: ''Hollow'' suona massiccio, ma mai confuso.

Il punto di forza rimane il reparto vocale: un growl gutturale e profondo, capace di evocare immagini di claustrofobia, rituali mortiferi e abissi psicologici.

Il singolo ''Hollow'' stesso è come una discesa brutale nella disperazione, resilienza e rinascita, un’ottima sintesi dell’intero album.

Album che si apre con ''Dead Tree'', un intro breve ma letale che prepara a un viaggio sonoro senza tregua. Seguono brani che mescolano blast beat furiosi e riff granitici: ''Hollow'', la title track, è feroce, opprimente, con un crescendo che sembra simulare un collasso emotivo.

''The Fear'' e ''Collapsing'', più veloci e dirette, incarnano il lato “underground” e istintivo del gruppo, mentre ''Abomination'', il brano più lungo, è un vortice disturbante che mostra la capacità dei Crungus di creare strutture più estese senza perdere intensità.

''Lost'', singolo rilasciato in anticipo, è una discesa soffocante attraverso paura e paranoia, probabilmente il momento più psicologico e introspettivo del disco. La tracklist si chiude con ''Massacre'', che lascia l’ascoltatore nel caos più totale, senza offrire alcun barlume di speranza.

''Hollow'' non cerca compromessi: è ruvido, intensissimo, quasi soffocante, ma allo stesso tempo sorprendentemente curato nei dettagli. I Crungus dimostrano una maturità compositiva notevole, con un equilibrio tra violenza sonora e atmosfere oscure che li distingue nettamente dalla massa di gruppi similari.

È un disco che piacerà enormemente a chi ama il death metal più estremo ma non rinuncia a una produzione di livello e a un’estetica coerente. Un lavoro che conferma la band come una delle realtà più interessanti del metal estremo americano del momento. (Andrea Rossi)