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BARA "Mary cry"
(2026 )
“Mary Cry” è il nuovo album dei Bara, già noti come Barafoetida. La band, composta da Luke Warner (voce, theremin e programmazione), Denny Z (tastiere e synth) e Luca Stroppa alle chitarre, per l’occasione ha visto la partecipazione di diversi ospiti illustri come Alessio Trapella (New Order e Le Orme) al basso, Diego Banchero (Il Segno del Commando) e Pino Sinnone (The Trip).
La band continua a muoversi all’interno di coordinate gothic rock dalle atmosfere quasi sempre cupe e fredde, ma anche aperte a numerose contaminazioni: dalla darkwave al post punk, dall’elettronica a qualche slancio prog rock, “Mary Cry” non teme di esplicitare i suoi riferimenti artistici, fra Sisters of Mercy, Bauhaus e Christian Death, ma riesce comunque a creare un sound coerente e personale.
Il disco si apre a basse temperature con la titletrack, in cui i synth spianano la strada alle chitarre, e conosce il suo primo acuto con “Raven’s Day”, un momento nel quale le chitarre tendono a farsi più aggressive e il cantato di Warner più dinamico, anche grazie a qualche momento spoken.
I momenti migliori arrivano sul finale, con “The End” prima, impreziosita da un ritornello a presa rapidissima, e una elaboratissima “Voices from the Dark”. “Mary Cry” non pretende di reinventare il genere, quanto di interpretarlo con autorevolezza grazie ad alcune scelte compositive indovinate, in grado di cambiare la pelle anche a “Die Die My Darling”, cover dei Misfits, fino a farla sembrare una produzione intrinsecamente goth. (Piergiuseppe Lippolis)