STEFANO DENTONE & SUNDANCE DUO  "The seagull & the 7 sisters"
   (2026 )

Il viaggio musicale di Stefano Dentone non ha mai seguito le rotte più scontate, ma con ''The Seagull & The 7 Sisters'' – suo diciottesimo capitolo discografico – il cantautore livornese sembra aver trovato una mappa segreta, sospesa tra le nebbie dell’Atlantico e le correnti del Tirreno.

In questo album, firmato sotto l'insegna del progetto Sundance Duo, Dentone si spoglia delle sovrastrutture elettriche per immergersi in un sound squisitamente acustico, folk e intimista. Accanto a lui, il valore aggiunto che ridefinisce l'intero paesaggio sonoro: il mandolino di Valentina Fortunati.

Il titolo evoca immagini marittime, storie di vento, solitudine e viaggi. E la musica non è da meno. Dentone, da sempre profondamente influenzato dalla tradizione della Americana (dal folk al blues rurale), riesce qui in un miracolo di autenticità: far suonare la costa toscana come se fosse la costa del Maine o dell'Irlanda, senza mai risultare un mero imitatore.

La sua voce, matura, calda e segnata dal tempo al punto giusto, si adagia su ballate che sanno di legno e salsedine. C'è una narrazione cinematografica nei brani, un minimalismo che non è mai povertà, ma ricchezza di dettagli emotivi.

Il vero cuore pulsante del disco risiede nel dialogo costante tra i due musicisti: Stefano Dentone tesse la trama con una chitarra acustica solida, polverosa e sincera, mentre Valentina Fortunati ricama note cristalline con il suo mandolino, regalando dinamicità, luce e quel tocco di malinconia ancestrale che eleva ogni traccia.

Il mandolino della Fortunati non si limita a fare da accompagnamento, ma diventa una seconda voce, un contrappunto perfetto che spezza la densità dei racconti di Dentone e dona all'album un'atmosfera senza tempo, a tratti quasi fiabesca (rappresentata da ''The Seagull'', il gabbiano), a tratti profondamente radicata nella terra (''The 7 Sisters'', le sette sorelle).

''The Seagull & The 7 Sisters'' è un album da ascoltare a luci soffuse, preferibilmente in solitudine, lasciandosi cullare dalle sue storie di navi, gabbiani e anime erranti. Stefano Dentone, con il determinante apporto di Valentina Fortunati, ha dato vita a un'opera di grande artigianato musicale.

Al diciottesimo album (mica bazzecole), Dentone dimostra che non serve urlare per farsi sentire: a volte, bastano una chitarra, un mandolino e una buona storia da raccontare per viaggiare restando fermi. Un disco prezioso, per chi ama la musica acustica fatta con il cuore e con lo spirito dei grandi storyteller. (Andrea Rossi)