PEPPE FONTE  "Quello che ti dirò"
   (2009 )

Peppe Fonte scrive canzoni da quando aveva quindici anni, quindi da oltre un quarto di secolo, visto che oggi ne ha quarantadue. A istigarlo fu l’incontro con Piero Ciampi e col suo “scudiero” Pino Pavone, come Fonte calabrese, nonché avvocato. La musica è per entrambi una passione, che in Fonte ha conosciuto una lunga stagione-gestazione – appunto – compositiva, per approdare oggi al disco d’esordio. Valeva la pena aspettare tanto? A giudicare dai risultati, palpabili, sì e no contemporaneamente: no perché forse ci si poteva arrivare prima, sì perché in questo modo ci si para di fronte a un artista del tutto maturo. A parte ''Sobborghi'' (di Ciampi, ça va sans dire) e ''Questi poeti'', di cui Fonte compose a suo tempo la musica, vestendovi il bel testo di Pavone (destinatario ancora Ciampi, ça va sans redire), e che, con le consorelle inserite in “Maledetti amici”, valse a Pavone la targa Tenco ’92 come miglior opera prima, tutto il resto si deve interamente alla penna di Fonte. L’impronta ciampiana è evidente ma non prevaricante: il tono è più lieve, sia nei testi, gustosamente “domestici”, che nelle musiche, nitide, dirette, la voce è più piana, musicale – e quell’inflessione calabra non manca di apparentarla qua e là a un Cammariere (per esempio ''Questo pianoforte'', non solo per l’elemento vocale, e del resto non solo qui), un Ennio Rega (''Giggia dove sei''), lo stesso Renato Zero (ancora ''Giggia dove sei'', e ''L’ultimo cow-boy''), il quale Zero, d’altronde, non disdegnò lui stesso Ciampi, a suo tempo – l’impatto globale è meno denso e conflittuale. Tutto procede spedito a comporre un album capace di illustrare un itinerario espressivo chiaro e tutt’altro che ovvio. Un gran bell’esordio, quindi, a cui sarà il caso di dare un seguito abbastanza in fretta. Nelle canzoni non si parla solo d’amore perché non mancano pungenti osservazioni del costume, che si alternano ad altri più lirici e spogli, che raccontano di affetti, difficoltà, amori. Ne risulta un variegato sguardo sul presente, volutamente lontano sia dalla mera cronaca che da ogni scontata esibizione d'impegno stagionale, con un taglio originale e comunque davvero sentito. Non mi stupisce infatti che abbia collaborato alla realizzazione di alcune canzoni per Sanremo. Il meglio c’è appunto quando Fonte fonde, scusate il gioco di parole, il jazz con la musica brasiliana. (Luigi Piergiovanni)