CRISTALLO  "Cristallo"
   (2017 )

Cristallo Ŕ un trio che propone una musica essenziale, sintetica e con arrangiamenti minimali. L'omonimo Ep d'esordio contiene quattro canzoni che, se musicalmente appaiono fruibili e immediate, testualmente richiedono un attimo di attenzione, per l'utilizzo di subordinate nelle frasi, cantate e spezzate da varie pause. Anche i concetti vanno introiettati lentamente, come quello intrigante esposto in "Eco": "A volte l'eco ha paura di non incontrare nulla che lo realizzi, ma il solo fatto che sia eco lo implica e lei dimentica". E la conclusione ha dell'esistenziale: "Tu sei la memoria di un'eco". Sopra la base scarna, la chitarra elettrica si lamenta e arrivano dei fiati ad arricchire. "Primavera" ha un unico battito di kick incalzato da un basso pulsante, singole note di chitarra e rari interventi di synth dal suono quadrato. Ci sono altre frasi visionarie: "A maggio, un giovedý notte, la penna Ŕ un bisturi che incide in superficie". C'Ŕ una separazione psicologica dal proprio corpo: "Non riconosco la calligrafia che nella penna rotola via". La voce femminile canta con un atteggiamento che ricorda quello di Meg da solista. La prima metÓ di "Tutto passa" Ŕ caratterizzata da un basso sintetico distorto, che poi nella seconda metÓ "si calma". "Se chiudi gli occhi e sorridi tutto passa e se ne va", quest'affermazione difensiva (e un po' naive) si pu˛ collegare al titolo dell'ultimo pezzo, "Come pioggia", trovando un percorso continuo. La prima frase entra nel poetico: "Come un fazzoletto di cielo chiaro si staglia sul soffitto grigio di nuvole". Il basso accompagna con note staccate che battono gli ottavi, creando una suspense sulla quale la chitarra concede ancora poche note. Obiettivo della musica pare essere la sospensione della razionalitÓ per addentrarsi in uno sguardo introspettivo, e per far questo gli strumenti creano delle ambientazioni statiche dove non ci si pu˛ distrarre dalle parole. (Gilberto Ongaro)