FEDERICO SIRIANNI  "Maqroll"
   (2021 )

''Maqroll'', il nuovo album di Federico Sirianni, principale esponente della corrente del nuovo cantautorato genovese, è un concept album, una grande storia di vita e di mare, di approdi e ripartenze quasi immediate.

Ispirandosi ai racconti del leggendario gabbiere protagonista nei libri dello scrittore colombiano Alvaro Mutis, Sirianni ne ha costruito un piccolo romanzo dove fortissima è la fase di attingimento alla lirica di Fabrizio De André.

Chi è Maqroll, lo si evince già dal motivo che è conduttore della tracklist di dieci brani che compongono lo splendido omaggio al mare: il piano accompagna l'incipit, cantando "il sole effimero e sfolgorante che accecava le gru del molo, ogni giunco della riva, ogni carico steso al suolo. E tutto dava l'impressione di un passaggio tramontato, dicono che dal ponte di vedetta le cose da nulla si vedano meglio e prima".

L'uomo che ha costruito la nave è pronto a scrivere il suo diario di bordo, come canta Federico ancora in ''Maqroll, gabbiere'', "guidato da uno spirito randagio", testimone dell'incollocabilita', l'Ulisse che muove sul mare tra peripezie in tempesta, bonaccia, diavoli e sirene, ma vede tutto in una dimensione diversa, piccolo grande spirito di marinaio che sta nel cestello più alto sull'albero maestro. E che appena giunto nella sua patria natia, riparte per il viaggio: per la sola ragione del viaggio.

Maqroll, che non è solo disco ma anche un libro di 80 pagine ed un apprezzato lavoro teatrale, raffigura il cargo che non si ferma un solo istante, la metaforica navigazione in cui il nocchiero, come recita "Pane e passione", mastica quarti di luna tra i denti, una luna che odora di pece, e che gli strumenti classici, tra cui la splendida viola di Raffaele Rebaudengo del gruppo degli Gnu Quartet, interagisce con la delicata, soffusa elettronica prodotta da Filippo Q Quaglia: ne deriva quel costante rumore di fondo che riecheggia l'onda, il fasciame scricchiolante della stiva che ritroviamo in un'altra piccola perla, "La ballata dell'acqua", le onde che si abbattono in "Maqroll alla fine", le interferenze e gli strumenti di bordo.

Tutto scorre, in un eterno viaggio che ha un principio ma non avrà mai una fine se non decisa dal destino stesso che si è scelto. "Mentre parli al bicchiere e ti aggrappi ai tuoi sensi di colpa innocente", quella del gabbiere è come tutto ciò che appartiene alla vita di mare, una missione. Infinita. Federico l'ha raccontata in dieci brani, eccoli: ''Maqroll, gabbiere''; ''Una sorta di naufragio''; ''Pane e passione''; ''Per arrivare a te''; ''Lettere da nessun dove''; ''Il mio amore sospeso''; ''La ballata dell'acqua''; ''La stiva dell'Alcion''; ''Ecco qui''; ''Maqroll, alla fine''. (Leo Cotugno)