CAETANO VELOSO  "Meu coco"
   (2022 )

A distanza di circa 9 anni dalla precedente uscita discografica, ora siamo al cospetto di un nuovo lavoro di Caetano Veloso, grandissimo cantautore esponente fra i più importanti ed autorevoli della musica brasiliana.

In questi casi si potrebbe dire che il personaggio non ha bisogno di presentazioni o che si rappresenta con la sua monumentale opera sin qui svolta... è un'icona vivente... un mostro sacro... (in effetti non sarebbe retorica).

Giusto per rinfrescare la memoria a quei pochi che ultimamente si sono distratti, stiamo parlando di un artista che, sul finire degli anni '60 in Brasile, faceva parte di un gruppo di musicisti i quali, in bilico fra la tradizione del samba e della bossa nova ed i nuovi orizzonti del rock e del pop britannico (Beatles!), cercarono una sintesi, la trovarono e fondarono un movimento estetico culturale e musicale denominato tropicalismo.

Veloso e Gilberto Gil (altro grandissimo) sono i due fondatori, esponenti più geniali di tale vera e propria rivoluzione che contrappone la nuova arte, una forza sovversiva, alla dittatura militare che in quel tempo controllava il paese. In sostanza stiamo parlando di uno dei più autorevoli ed influenti musicisti brasiliani la cui importanza non è confinata solo all'ambito discografico (produttore, arrangiatore, scrittore) ma anche sociale, considerate le sue forti opinioni ed il suo impegno politico rimasto immutato nel tempo, giungendo fino ai nostri giorni (alla soglia dei suoi 80 anni...). Certamente si possono citare diversi artisti a lui vicini... a cominciare dalla sorella Maria Bethania, Vinicius de Moraes, Chico Buarque de Hollanda, Milton Nascimento, Roberto Carlos ed altri.

Caetano Veloso è l'artista brasiliano che ha vinto più premi (13) ai Latin Grammy con una cinquantina (!) di album all'attivo e collaborazioni a colonne sonore di film. Si può annoverare a livello mondiale nella top five del XX secolo assieme a Bob Dylan, Bob Marley (R.I.P.), John Lennon (R.I.P), Paul McCartney. Il fatto di essere l'unico non di lingua inglese, e per questo mantenere una identità culturale riconoscibilissima quasi identificandosi in essa, non fa altro che accrescerne la portata artistica.

In questi casi si potrebbe pensare che dopo tanti anni Veloso abbia già detto tutto... che il sound lo si conosce e suona troppo "vintage"... che prima di scaricare il file o ascoltare il CD occorre togliere le ragnatele... che Veloso in Italia ha collaborato con la Vanoni e la Mannoia... o altro... sarebbe solo retorica...

La mia attenzione viene attirata dalla traccia 3 ''Anjos Tronchos'', che è il singolo che ha anticipato l'album, e subito percepisco l'attualità del tema: l'uso smodato della tecnologia ed il vuoto che crea dentro di noi il "digitale"...

Mi imbatto in un assolo inaspettato di chitarra elettrica distorta (quasi alla Fripp!) sul finire del brano che nel complesso ha sonorità modernissime... Continuo l'ascolto dell'intero disco... lo concludo in modo riflessivo e rilassato.

Le dodici tracce di "Meu Coco" sono una sorta di viaggio nel processo creativo di Caetano; di ciò che sta alla base delle sue canzoni che trattano svariati argomenti. Si tratta di un album raffinato, consistente ma di una leggerezza fluente e piacevolezza cristallina all'ascolto grazie alla presenza di strumentazioni ed arrangiamenti orchestrali di vera eccellenza.

Le percussioni giocano un ruolo importante suggerendo il carattere musicale, ancor prima di melodie e testi. Ogni brano è una piccola chicca e la voce di Veloso ha la capacità di fluire elegante e carismatica determinando atmosfere sempre gradevoli e soffuse anche su ritmi nervosi. Emergono, a mio parere, la traccia 2 ''Ciclamen do Libano'', con suggestive arie orientali, la 4 ''Nao Vou Deixar'', con piano elettrico, percussioni, cambi di tonalità ed assolo di violoncello (!), la 7 ''GilGal'', dalla convincente atmosfera ipnotica sviluppata con percussioni su ritmi di samba e bossa nova, e la 11 ''Sem Samba Nao'', dal tipico ritmo samba con mirabile progressione di tonalità ed un ottimo coro mai invasivo.

Un disco da ascoltare e riascoltare anche se non capite il portoghese, anche se però... i Coldplay, anche se i Maneskin spaccano, ed anche se vi piace l'elettronica, perché la cultura è trasversale ed il talento non ha età. Voto 9. (Roberto Celi)