NADDEI & SABRINA ROCCHI  "Ripensandoci"
   (2022 )

Conoscete Jula De Palma? No? Andate a scoprirla, e poi tornate qua che vi interrogo. Questa voce è un tesoro prezioso, nascosto tra gli anni '50 e '60, un'interprete che nulla ha da invidiare, ripeto, nulla ha da invidiare, a Mina. Anche se su YouTube si possono trovare commenti nervosi scritti da guelfi e ghibellini, ognuno che difende la propria Dea. Ma cerchiamo di essere obiettivi.

La Tigre di Cremona è brava, brava, fa quasi tutto con la voce, sembra un usignolo, sì. Una campionessa di tecnica, di note sbraitate e subito zittite come fosse niente, ok. Jula De Palma, assieme a lei e a Raffaella Carrà, una volta in tv ha cantato “Tulipan” del Trio Lescano. Ma è ascoltando le canzoni dove c'è solo De Palma, che si percepisce la sua naturale eleganza d'altri tempi, una presenza vocale che tocca le corde dell'intimità, senza mai sbraitare, che non ce n'è bisogno.

Due esempi sono eclatanti, nel suo repertorio così dannatamente jazz: “Tua”, censurata da Sanremo '59 per il testo troppo esplicito; secondo me invece era per quel sopracciglio malizioso! Ma soprattutto “Bugiardo e incosciente”, dove emerge la verve teatrale: ti fa vivere una situazione che rischia di diventare noir. Poi, negli anni '70, come Mina, Jula decide di ritirarsi dalle scene. Solo che, mentre la cantante delle mille bolle blu ha continuato, dalla Svizzera, a concederci la sua presenza in nuovi dischi, De Palma è proprio sparita dai radar. Ecco che allora, quest'operazione di recupero di Naddei & Sabrina Rocchi, è assai lodevole.

“Ripensandoci” dunque, raccoglie nove brani di Jula De Palma, e li reinterpreta in un modo sì più moderno, ma che non stravolge l'intenzione dell'epoca. A parte in “Tre volte baciami”, dove l'arrangiamento passa da un twist ad uno scherzoso valzer da liscio. Ma è un gioco simpatico, nel contesto ci sta. C'è un artista italiano, che nel 2003 ha “condannato” tutti gli altri a rivivere gli anni '60, o meglio la sua visione sonora degli anni '60: Morgan, con le sue “Canzoni dell'appartamento”. L'influenza indiretta si sente in queste scelte stilistiche, come nell'organo di “Per due parole”, l'orchestra in “Gli occhi tuoi mi stancano”, con tanto di assolo di sax bowiano, e anche nella trama di archi di “Tua”.

Invece, “Se qualche volta”, che apre il disco (e lo chiude in una seconda versione più elettronica, cantata da Naddei), ha una chitarra stoppata che sembra provenga davvero dal beat originario, piuttosto che dalla sua riedizione recente. Una batteria con eco attualizza “1000 ragazzi fa”. Invito a riflettere alla modernità di un simile titolo, più “progressista” di una canzone di Irene Grandi o Emma Marrone. Eppure, sempre con stile.

La voce di Sabrina Rocchi ha entusiasmato Jula De Palma, tanto che i due hanno deciso di inserire la sua voce che parla loro a telefono. Son felice che la divina le abbia dato questa soddisfazione. Ovviamente, Rocchi ci mette del suo, evita di copiarla. Solo che, forse è un problema delle scelte di mix e master di oggi che appiattiscono, a volte la voce sembra assomigliare a quella di Nina Zilli; il che non è un difetto, ma in certi punti sembra perdere di calore. Belli però i cromatismi in “Bugiardo e incosciente” (sulle parole “certo visto così”), che era la canzone più dura dove farsi valere, non tanto come altezza delle note ma come interpretazione, e se l'è cavata bene.

Che dire, per il pubblico di oggi, di sicuro funzionerà. E poi è piaciuto a Jula in persona, questo vale tutto! E un encomio è d'obbligo, per aver riportato alla luce quest'artista, che merita di essere riscoperta. Come dire, “Mi piace”! (Gilberto Ongaro)