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CORTEX & HEDVIG MOLLESTAD "Did we really?"
(2026 )
Il quartetto norvegese Cortex, capitanato da Thomas Johansson alla tromba seguito da Kristoffer Alberts ai sassofoni, Ola Høyer al contrabbasso e Dag Erik Knedal Andersen alla batteria, incontrano il chitarrista Hedvig Mollestad, e unendo le esperienze danno vita a “Did We Really?”, uscito per SauaJazz.
Con Don Cherry nella mente, i cinque musicisti danno vita a un jazz che unisce melodia e ritmo nel comune denominatore della morbidezza: con l'eccezione dell'energico brano “Twoface”, la batteria si mantiene prevalentemente sussurrata, anche quando rapidissima, come nella titletrack.
La ragione di quest'andamento languido sta nella scelta di partire da melodie già di per sé dilatate, come ad esempio in “Liquid Brains”, dove si fa fatica ad afferrare e memorizzare il tema, annunciato dalla tromba; gli assoli partono da questa struttura già sfuggente, per cui i musicisti hanno ampia libertà espressiva, e gli sviluppi sono al limite dell'anarchico, ma programmaticamente evitando il vero e proprio caos.
“HedTex” fa eccezione a questo schema: il tema di sassofono entra subito sotto pelle, e infatti il brano risulta il più “tradizionale” in scaletta. Stessa cosa si potrebbe dire per “Snap”, se non fosse che, al contrario della dilatazione, l'idea ingegnosa qui sta nel fatto che la batteria segua pedissequamente il tema di apertura, stando ferma quando stanno fermi anche gli strumenti melodici. E la fase che ci si aspetterebbe di improvvisazione, è preceduta da una sorta di ambient generato dal suono di chitarra modificata.
Mollestad è a suo agio con i Cortex, e in “Elastics” fa parlare la chitarra elettrica nel quasi silenzio nel momento centrale, punteggiato da contrabbasso e batteria. Per citare il titolo d'apertura, questo “Did We Really?” crea un'atmosfera “Liminal”, di zona d'attesa, di passaggio, di indefinitezza, forse la cifra che i Cortex e Mollestad perseguono. (Gilberto Ongaro)