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PETER GABRIEL "Live at Womad 1982"
(2026 )
Il profluvio di cinquantenari tondi tondi che ha messo a dura prova i borsellini dei collezionisti lo scorso anno, ed ha riguardato anche un capolavoro che, nonostante il passare del tempo, risulta ancora talmente eccentrico e inclassificabile da essere unico come ''The lamb lies down on Broadway'' dei Genesis.
Dopo il quale, come ognun sa o dovrebbe sapere, Peter Gabriel scelse la strada solista, consacrando i rimanenti Genesis a una strada irta di successi almeno fino a ''Duke'', ultimo significativo tassello prima dello sfaldamento totale.
Perché ricorro a tali fasti? Perché è notizia corrente che Gabriel ha inaugurato l'anno nuovo lanciando un nuovo singolo di quello che sarà, a ogni scoccar di Luna come suo solito, e in parallelo a una opera d'arte, il suo nuovo album.
''Been Undone'', il nuovo singolo di Peter Gabriel (2026), è il primo estratto dal suo prossimo album ''o/i'', che uscirà in forma completa verso la fine dell’anno. Il brano segue l’originale strategia di Gabriel di pubblicare nuove canzoni ad ogni luna piena e nuova, con due mix ufficiali: ''Dark-Side Mix'' (pubblicato il 3 gennaio 2026, in occasione della Wolf Moon) e ''Bright-Side Mix'' (in arrivo tra le prossime lune).
Il lunatico ex Genesis non è nuovo, come detto, a queste operazioni. E anche la sua musica, va detto con rammarico, ne risente. Sono passati i tempi dall’ultimo suo album davvero significativo, “Up”, di 23 anni fa. Quelo che è venuto dopo, al netto di una incontrovertibile maestria e di una certa eleganza nel porre sfondi ipnotici e ritmati alle proprie inquietudini, è una colta rimasticazione.
Nulla di grave, è proprio anche dei grandi raggiungere un culmine e poi discendere la china, e Gabriel lo ha fatto confermando il proprio estro senza però mai osare davvero il nuovo e il diverso, senza tentare altre svolte. Sarà l’età, saranno i tempi.
Tutto soggettivo, ci mancherebbe. Non me ne vogliano i fans più sfegatati e fideistici. Ad esempio, è tutt’altro che disprezzabile che ci si apra alla sinestesia in tempo di multimedialità sfrenata e di intelligenza artificiale. Gabriel associa a ogni pezzo anche un’opera visiva; per ''Been Undone'' l’artwork che lo accompagna si chiama “Ciclotrama 156 (Palindrome)”, dell’artista brasiliana Janaina Mello Landini, creando così una sinergia tra suono e immagine che amplia l’esperienza estetica della canzone.
Il singolo, leccatissima produzione fatta per apparire spontanea laddove invece ogni singolo bit è invece calcolatissimo e misuratissimo, è in equilibrio tra la profondità concettuale di ''i/o'' (non dimentichiamo che il nuovo disco di chiamerà all’inverso ''o/i'') ed una tensione più oscura e meditativa, mantenendo Gabriel in quella zona elettrica dove sperimentazione e pop consapevole si incontrano senza soluzione di continuità.
Però alla fin della fiera si tratta del solito Gabriel. E allora per essere onesti fino in fondo occorre prendere atto della grandezza vera e guardare al passato: e qui per fortuna si dà mano agli archivi e speriamo che, come in tanti altri casi (Dylan, Springsteen, Young), verranno fuori tante chicche, Genesis compresi ovviamente.
Sto parlando dell’atteso ''Live at WOMAD 1982'', registrazione del suo set al primo WOMAD Festival (16 luglio 1982 – Somerset, UK). Questo live documenta Gabriel sul palco proprio mentre stava definendo il suo percorso solista post-Genesis, tra world music, art-rock e groove capricciosi.
La scaletta include pezzi cardine come ''San Jacinto'', ''Shock the Monkey'', ''The Rhythm of the Heat'' e ''Biko'', tutti eseguiti con una carica sorprendentemente fresca e intensa. I toni ruvidi e quasi arrabbiati dei primi anni Ottanta risultano ben più attuali del pulcino partorito dall’Ovo attuale.
Il viaggio a ritroso nel tempo ripaga. La resa sonora è chiara, dinamica e sorprendentemente viva. Gabriel e la sua band sono in piena forma: la voce è energica, l’interazione con il pubblico palpabile, e le variazioni live su pezzi ormai classici portano una tensione narrativa che li fa risuonare come se fossero nuovi.
Non è solo un restauro d’archivio, ma un momento chiave nella carriera di Gabriel. Avanti così, dunque, con lo sguardo al passato (quando il digitale era agli albori e ancora non si poteva manipolare tutto nelle registrazioni) e nel rispetto comunque per l’esistente attuale. Voto 9 al live, ci si astiene per ora sul nuovo. (Lorenzo Morandotti)