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MASSIMO PIERETTI "The next dream"
(2026 )
Chi, nella propria immaginazione, non ha mai contemplato quale potrebbe essere “il prossimo sogno” da realizzare? Credo un po' tutti, compreso l’eccellente pianista e compositore Massimo Pieretti che, da quando è in attività, non ha fatto altro che collezionare apprezzamenti e lodi per le sue indiscutibili doti di musicista.
Dopo aver militato nella band dei Noage (nell’album “From darkness to life”), prende forma la sua avventura solista, prima con “A new beginning” ed oggi con “The next dream”, continuando a prediligere la modalità del concept-album guarnito con rimarchevoli 50 minuti d’ascolto.
Però, rispetto al lavoro precedente, l’artista osa molto di più, optando per soluzioni più ardimentose di hard-prog, jazzy ed atipico pop e meno miscelazioni di orchestrazioni stratificate, per dare più senso alla narrazione dark-fantasy che contempla la tracklist.
All’avvio, splende la soave voce di Maria Chiara Rocchegiani in “Come heavy sleep”, tanto per addentrarci nel sogno in essere, che continua nel fantastico atto di “Creatures of the night part.1” con la collega Germana Noage che elegantizza un mèlange di armonie finissime.
Dopo il melodic prog-rock di “Get in line”, giunge un momento apicale dell’opera come “The chinese witch”, sorretto dal duetto femminile di Kate Nord e la succitata Rocchegiani, in un’aere onirica anni ’90 che lambisce la perfezione.
Invece, “Creatures of the night part.2” scatena movimenti sontuosi di basso e chitarra, che appoggiano l’accorata voce di Laura Piazzai in un vortice magnetico di suoni immaginifici. Non solo ugole rose in evidenza, poiché troviamo anche la bella voice di Lorenzo Cortoni in “Alone” che ricama un episodio di gran rilievo assemblativo.
Di certo, l’intensità uditiva è decisamente la specialità di casa Pieretti, che non lesina mai ricchezza sonora ed ospiti a go-go. Ora, ci concediamo di leccarci i baffi con gli abbondanti 5 minuti di “The first time we met”, interpretati con mestiere da Michael Trew ed immersi in melodiosi strali di chitarre, tastiere e vellutati controcanti, mentre la titletrack è la ciliegina che decora la squisita torta dell’album, con una traccia lunga di sinfo-rock che, suddivisa in sette parti, rimanda ai fasti dei Genesis in epoca Gabriel.
Beh, considerando che questo “The next dream” è il secondo episodio di una pregiata trilogia, nutriamo ampie garanzie che anche nell’atto finale Pieretti darà il… Massimo per sorprenderci ancora. (Max Casali)