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STEVE HOGARTH "S.p.q.r."
(2026 )
Due anni dopo il concerto di Steve Hogarth, tenutosi il 3/2/2024, è arrivato sul mercato discografico italiano il doppio CD di quella suggestiva serata.
L'artista è qui accompagnato dal geniale gruppo italiano Ranestrane, che lo affianca in una raffinata ed elegante esibizione acustica imperniata su una scaletta di brani sia della sua produzione solista che dei Marillion.
Il brano introduttivo del CD “Thank you whoever you are” si sviluppa attraverso una affascinante “parlata” sulle toccanti, mistiche note di un languido pianoforte dai toni leggeri e vellutati.
La successiva “Afraid of sunlight” accarezza l'anima fin dalle prime battute, avvolgendo l'ascoltatore con la sua struggente melodia. Un brano davvero fantastico che, in questa morbida veste acustica, fa brillare ancor di più la sensibilità artistica di Hogarth.
La musicalità di “White paper” (dall'album ''F.E.A.R.'') riflette, nella dolcezza dei testi, la saggezza di dover vivere al meglio gli anni di una vecchiaia che avanza inesorabile.
La scaletta dei brani prosegue con l'interpretazione di due cover di grande spessore quali “Famous blue raincoat” di Leonard Cohen e “All you need is love” dei Beatles (inframezzate dalle marilliche “Cover our eyes” e Three minute boy”), autentiche leggende della musica rivisitate in intime versioni intrise di tenerezza.
Il brano “The deep water”, proprio del suo repertorio solista, trasporta l'ascoltatore in una dimensione eterea, un fluttuare in spazi infiniti accentuato dall'ingresso in scena delle accattivanti sonorità del gruppo Ranestrane.
La susseguente “Sounds that can't be made”, pur mantenendo la modalità less is more, introduce un pizzico di elettricità nell'esecuzione dei brani successivi, pur mantenendo sempre armonie di una dolcezza infinita.
La calda vocalità espressa da Hogarth in “Estonia” suscita brividi di gioia e, con il supporto delle frizzanti musicalità del mandolino di Riccardo Romano, il brano decolla ad altissimi livelli di spiritualità.
Il secondo CD inizia con “The crow and the nightingale”, dall'ultimo lavoro dei Marillion ''An Hour Before It's Dark'', e vede l' ingresso sul palco del coro “Flowing Chords” che contribuisce arricchire lo spettacolo per l'intera seconda parte del concerto.
“Nothing to declare”, tratto dal suo album solo “Ice cream genius”, è un'armoniosa e affascinante ballata, un viaggio contemplativo nell'intimità della psiche.
“Acid rain” è un omaggio ad un brano degli Europeans, gruppo che lo vide nelle vesti di cantante solista nelle proprie file; i due brani finali, “Man of a Thousand faces” e la deliziosa “Easter”, due perni essenziali della discografia dei Marillion, chiudono in bellezza l'album.
L'intero lavoro mostra un Hogarth in grandissimo spolvero, ancora capace, dopo aver raccolto trentotto anni or sono il testimone lasciato nei Marillion dall'allora frontman Fish, di emozionare il pubblico con le sue sorprendenti doti vocali e teatrali.
Un CD di straordinario splendore, peraltro ben registrato, che non può assolutamente mancare nella propria collezione. (Albesound)