PRESUNTOS IMPLICADOS  "Ser de agua"
   (1991 )

Pubblicato nel 1991, ''Ser de Agua'' rappresenta uno dei momenti più eleganti e maturi della carriera dei Presuntos Implicados, trio spagnolo capace di fondere pop sofisticato, jazz morbido e suggestioni latine con una naturalezza sorprendente.

L’album, della durata di circa 53 minuti, appartiene a quel filone “sophisti-pop” iberico che all’epoca dialogava idealmente con artisti come Sade o Everything But The Girl, una parentela riconosciuta anche dalla critica di settore.

Fin dall’iniziale “Cómo hemos cambiado”, brano tra i più amati e riproposto in diverse versioni, l’album mette in mostra la voce inconfondibile di Sole Giménez, capace di unire calore e delicatezza con una naturalezza disarmante. Le sue interpretazioni sono il filo conduttore che dà identità al disco, mentre gli arrangiamenti — arricchiti qua e là da sezioni d’archi e fiati curati con grande finezza — conferiscono un tocco internazionale e ricercato.

La tracklist, composta da 13 brani, alterna ballate morbide come “Recibes cartas” e “Mil mariposas” a momenti più ritmici ma mai aggressivi, come “Sentir tu calor”, che porta con sé un’estetica leggermente ’80s riconosciuta anche dai recensori dell’epoca. L’equilibrio tra introspezione e leggerezza è uno dei tratti più riusciti del disco.

Il titolo ''Ser de Agua'' è perfettamente coerente con l’atmosfera generale del lavoro: fluido, trasparente, cangiante. Le melodie scorrono luminose, le armonie si spostano lievemente, creando un senso di continuità che fa percepire l’album come un unico viaggio sonoro, più che una semplice raccolta di canzoni.

L’ascolto oggi restituisce un’impressione di freschezza sorprendente: la produzione, pur figlia del suo tempo, è così curata da risultare ancora attuale, qualità riconosciuta anche da chi lo ha valutato negli anni successivi alla sua uscita.

''Ser de Agua'' è un esempio raro di pop raffinato dove ogni elemento — voce, testi, arrangiamenti — sembra convergere verso un’estetica di eleganza gentile. Non c’è ostentazione, non c’è ricerca del colpo ad effetto: tutto si muove in punta di piedi, con una delicatezza che diventa la vera cifra dell’opera.

È un disco che funziona dall’inizio alla fine, senza cadute di stile: una caratteristica evidenziata sia dal pubblico che da molti collezionisti negli anni, come dimostrano le valutazioni costantemente positive sulle piattaforme musicali contemporanee.

''Ser de Agua'' è insomma un album che non si limita a rappresentare un’epoca: la trascende. È un’opera che continua a parlare con sensibilità e calore, ideale per chi cerca musica capace di accarezzare senza annoiare, di emozionare senza esagerare.

Un disco che scivola dolcemente, come l’acqua che gli dà nome, e che, proprio come l’acqua, rimane indispensabile per chiunque ami il pop d’autore di qualità. (Andrea Rossi)