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ERIC CARMEN "And now, Eric Carmen: The Arista archive"
(2026 )
Ho a lungo creduto alla balla che Jim Morrison non sia morto ma si sia reincarnato - lui sì che poteva come figlio di un boss militare - in Barry Manilow per sfuggire alla maledizione dei musicisti giunti al giro di boa dei 27 anni e quindi a rischio omicidio o morte sospetta. Ne parla Carlo Lucarelli in un suo format diventato storico.
Eppure ci sono altri modi di fare i conti col passato senza passare per matti. Alzi la mano chi non conosce il compianto Eric Carmen, ottimo cantautore - purtroppo ricordato dai più solamente per una sola hit planetaria ossia “All by myself” - ma degno di grandissima considerazione.
Il disco di cui ora parliamo è una raccolta di outtakes, versioni alternative e live, immancabile per i collezionisti e i fan e, per i più, una occasione ghiotta per conoscere un maestro degli anni Settanta ingiustamente relegato a un solo successo sia pure meritatissimo.
Con ''And Now, Eric Carmen: The Arista Archive'', Legacy Recordings firma un’operazione che va oltre la semplice raccolta di rarità, inserendosi nel solco delle pubblicazioni d’archivio che negli ultimi anni stanno ridefinendo la memoria storica del rock e del pop. E non facciamo nomi per non scontentare nessuno ma ci siamo capiti, basta farsi un giro in un qualsiasi negozio vero o artificiale.
Qui l’archivio diventa strumento di ricostruzione, capace di restituire continuità e profondità a una carriera spesso ricordata solo per il suo apice più celebre.
Quel vertice ha un nome preciso: la citata “All by Myself”, pubblicata nel 1975 (come passa il tempo, mannaggia) e divenuta una delle ballate più riconoscibili della musica pop internazionale. Un brano che ha attraversato epoche e pubblici, riaffiorando ciclicamente nell’immaginario collettivo fino a trovare nuova popolarità grazie al suo utilizzo come sottofondo di autocommiserazione solipsistica (chi non ha mai avuto momenti così è un santo) nella colonna sonora di ''Il diario di Bridget Jones''.
Ma ascoltando questo archivio ora messo a disposizione, purtroppo in assenza dell'artista, emerge con chiarezza come quella canzone non sia stata un caso isolato, bensì la sintesi più famosa di una scrittura coerente, classica e profondamente melodica.
I materiali qui raccolti – come detto un profluvio copioso di demo, versioni alternative, mix per singolo e registrazioni dal vivo – coprono un arco temporale che va dalla metà degli anni Settanta ai primi Novanta e restituiscono il suono di un’epoca in cui la forma-canzone era ancora centrale.
I demo al pianoforte, spesso spogli ma già definitivi nella struttura, rivelano il rigore compositivo di Carmen; le registrazioni dal vivo, in particolare quelle giapponesi di fine anni Settanta, mostrano invece un artista solido, capace di tradurre l’eleganza da studio in energia scenica.
In un panorama sempre più affollato di scavi d’archivio, ''And Now, Eric Carmen: The Arista Archive'' si distingue perché riesce a restituire contesto e senso storico, invitando a rileggere Eric Carmen non solo come l’autore di una ballata immortale, ma come una voce centrale del pop melodico americano di quegli anni che, col senno di poi, cambiarono per sempre la storia della musica grazie a ascolti come questo (ma mettiamoci anche altri immortali come Billy Joel...).
Voto 9. (Lorenzo Morandotti)