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EVIG NATT "Vaketimen"
(2026 )
Anno 2016: avendo apprezzato parecchio il loro terzo album omonimo, abbiam dovuto attendere un decennio per rivedere in campo il quintetto norvegese degli Evig Natt (fondati dalla singer Kirsten Jorgensen ed il vocal-bass Stein Sund) con il nuovo e sorprendente full-lenght “Vaketimen”.
Ma (ci si chiede), è valsa la pena aspettarli cosi a lungo? Sì! Alla grande! Innanzitutto, la loro formula, a cavallo tra gothic ed orchestral metal-doom, resta un fiore all’occhiello per nulla appassito.
E poi la graniticità esecutiva appare ora ancor più decisa e curata, frutto di una progettazione certosina e meditata con dettagli determinanti e forbiti a puntino, rilevabili nei 50 minuti che compongono la tracklist di 10 brani, dei quali 4 già eletti a singoli.
Nello specifico: “Nar Lyset Svikte” morde con fibra oscura, la ballad “At the end of the night” lascia ampio sfogo alla bravura delle modulazioni vocali della Jorgensen, mentre “Sorrow my world” e “Death” atterriscono non solo con toste sferzate di grog ma anche con attenuazioni narrative, sempre per merito della succitata femal-voice.
Tra le altre formidabili porzioni di grinta ed energia massima, non skippate assolutamente “Last of the night” e “Tallemaja”, però, se nel frattempo necessitate di ritagliarvi un angolino più pacato, allora direzionate i lobi verso “Grataslaget” e “In the darkness” e capirete che l’abilità degli Evig Natt si srotola a meraviglia a pieno titolo, in qualsiasi area di gioco.
Gli appassionati del genere ringraziano ed applaudono a scena aperta, mentre i neofiti saranno, a primo acchito, sconvolti ma, con l’andar dell’ascolto, cresceranno col gradimento visto che potenza, solidità e credibilità tecnica sono palesemente allestiti su tutta la linea.
Decisamente, un ritorno trionfale. Bravi! O meglio: ”Bra Gjort”! (Max Casali)