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KORO ALMOST BRASS "Koro Kurt"
(2026 )
Ritorna il quintetto di fiati Koro Almost Brass, che dopo aver debuttato con un tributo a Thelonious Monk (http://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=11809), ora ritorna ripetendo l'operazione in onore di Kurt Weill, il vivace compositore tedesco naturalizzato statunitense, che ha creato un ponte tra la cultura europea e quella a stelle e strisce.
Uscito per Caligola Records, “Koro Kurt” ripesca sei brani di Weill e li affianca a sei composizioni originali che prendono spunto dal suo spirito ironico tradotto in note. Troviamo ad esempio “Youkali”, alla quale il quintetto risponde con “People of Youkali”, arrangiato dal sassofonista Cristiano Arcelli (che firma i brani originali).
“Kabarett” di Weill viene riportata come un valzer giocondo, mentre “September Song” viene resa swing, accompagnata da schiocchi di dita. “This is new” invece è una versione ridotta dell'originale: da quasi 6 minuti di passa a un minuto di durata. Anche “My ship” sembra partire accelerata, ma ben presto la melodia viene suonata con espressività, rallentando per valorizzarne i momenti apicali.
Nell'interpretazione degli strumenti, “Mack the Knife” conserva l'ironia dell'originale, mentre l'incedere elegante e la morbidezza dell'esecuzione di “Lost in the Stars” riflette il romanticismo nella versione cantata, anche se per un attimo il quintetto si concede un momento jazz, con la tuba che “cammina”, un po' come farebbe un contrabbasso.
“It's raining”, firmata da Mauro Montalbetti, concede poco al ritmo, per concentrarsi su melodia e armonia. “Danza dell'uomo comune” invece sono 41 secondi di tre quarti in spiritoso staccato, che si chiude con una dissonanza.
Tra i brani originali, il più curioso risulta “Kurt Weill Commentaries” di Stefano Bellon, che alterna movimenti rapidi ma brevi, a lunghe note che creano una febbrile suspense, puntellata di agitate note ribattute, quasi rimbalzate. È un esperimento molto espressivo.
Come nel disco precedente, ciò che salta all'orecchio è l'intelligenza armonica, la capacità di giocare alla perfezione con le sonorità degli strumenti (sax contralto, tromba e flicorno, corno francese, trombone e tuba). Ogni suono è valorizzato nella propria personalità.
I Koro Almost Brass sono Cristiano Arcelli, Fulvio Sigurtà, Giovanni Hoffer, Massimo Morganti e Glauco Benedetti. Con “Koro Kurt”, a parte la pulizia esecutiva, i Koro Almost Brass ribadiscono la bravura di Arcelli come compositore e arrangiatore. (Gilberto Ongaro)