THE WOODEN PEARLS  "Against the tide"
   (2026 )

Ribellione, frenesia, indolenza e la voglia di andare “controcorrente”, sono il focus-operandi del secondo album “Against the tide” del terzetto francese dei Wooden Pearls, che dà così seguito a “Strip me loud” di sette anni fa.

La ricetta ideativa è parecchio valida, quasi un ibrido tra pop, indie e surf-music, spalmato nella dozzina dell’opera, comprensiva di circa 37 minuti.

Tra le onde mosse di “Docile”, i ragazzi salpano con destrezza consumata, arricchendo il mordente esecutivo con “Devil Inside I°”, “Little Miss Perfect” e “Devil Inside II°”, mentre per la semi-ballad “Carpe Diem” consiglio apertamente di “cogliere l’attimo”, per far vostra una traccia costruita in maniera alternativa.

Tra chitarroni lenti ed armonici, la 6 corde pervade “Acouphenes” con gustabile malìa, ma le “Perle di Legno” non si distraggono più di tanto e riprendono a veleggiare nel buon rock con “Surf Report”.

Tra le folate di grinta irresistibile, soffia placido il trittico ballads: “Brokenhearted”, “Determine Moi” e “Nothing left on me”, benché una schitarrata la troverete, a prescindere.

Invece, se v’immaginate di stare sul surf tra le onde giganti dell’oceano, sparate a palla “A step away from the crowd”, che vi fornirà il coraggio e la concentrazione che serve per stimolare il giusto ardire, nel pieno dell’avventura sonora di “Against the Tide”, che sarà molto semplice da ri-vivere.

Premere “repeat” e… le jeux sont faits! Compris? (Max Casali)