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VASCO TRILLA "Up north"
(2026 )
Con ''Up North'', uscito per Creative Sources, lo spagnolo (ma di origini portoghesi) Vasco Trilla conferma la sua statura di percussionista radicale e pensatore del suono, capace di far coincidere gesto e forma, istinto e architettura. Il disco si muove lungo una traiettoria che guarda al nord non come luogo geografico, ma come orizzonte estetico: spazio rarefatto, luce obliqua, tensione fra silenzio e materia.
Fin dalle prime tracce, Trilla lavora sulla microfisica del ritmo. Le percussioni non sono mai mero motore, ma terreno di frizione: colpi spezzati, risonanze che si allungano come ombre, superfici sfregate più che percosse. Il tempo è spesso implicito, suggerito da pattern che nascono e si dissolvono, lasciando emergere una pulsazione interna, quasi respiratoria. Qui il virtuosismo è deliberatamente messo tra parentesi a favore di una lucidità formale che rende ogni suono necessario.
Uno degli aspetti più riusciti di ''Up North'' è il rapporto con lo spazio. Trilla tratta il silenzio come una dimensione attiva, un campo magnetico in cui i suoni si organizzano. Le pause non interrompono il discorso: lo amplificano. Ne risulta un ascolto che richiede attenzione e restituisce profondità, dove il minimo scarto timbrico diventa evento.
La tavolozza timbrica è ampia ma mai ridondante. Pelle, metallo, legno e oggetti trovati convivono in una drammaturgia asciutta, governata da un controllo rigoroso delle dinamiche. L’impressione è quella di un artigianato sonoro di altissimo livello, in cui ogni scelta – dall’attacco alla durata della risonanza – è calibrata con precisione.
''Up North'' dialoga apertamente con le pratiche dell’improvvisazione elettroacustica e del sound thinking contemporaneo, ma senza rifugiarsi nell’autoreferenzialità. Al contrario, il disco mantiene una forte tensione narrativa: un percorso che procede per accumuli sottili, deviazioni improvvise e ritorni trasformati. È musica che non cerca la seduzione immediata, ma costruisce un rapporto di fiducia con l’ascoltatore, premiando la disponibilità all’ascolto profondo.
In definitiva, ''Up North'' è un lavoro maturo, coerente e necessario, che riafferma Vasco Trilla come una delle voci più autorevoli nel panorama della percussione contemporanea. Un disco che non alza la voce, ma lascia segni duraturi, come impronte sulla neve. (Andrea Rossi)