![]()
MILLHAVEN "Ntrl"
(2026 )
“NTRL (Nothing Truly Remains Lost)” dei Millhaven (precedentemente noti come The Curse of Millhaven) è uno di quei dischi che non si limita a suonare: ti assedia.
La band belga, già nota per un approccio che intreccia metal estremo e atmosfere tese, con questo lavoro affina ulteriormente la propria identità, costruendo un album che vive di contrasti, fratture e improvvise aperture emotive, grazie anche al nuovo cantante Kevin Vandamme, ex frontman dei Corpse Mutilation.
Il primo impatto è fisico: i riff sono massicci, scolpiti con una precisione che non lascia spazio al superfluo. Non c’è mai la sensazione di “riempitivo”: ogni nota sembra scelta per spingere avanti una narrazione fatta di urgenza e inquietudine.
La produzione, ruvida ma leggibile, permette ai Millhaven di mantenere quella granulosità hardcore che li caratterizza, senza sacrificare la profondità delle parti più atmosferiche.
La vera forza di NTRL sta nel modo in cui la band usa la tensione. Non è un disco che corre sempre al massimo: alterna momenti di furia controllata a paesaggi sonori sospesi, dove le chitarre si dilatano e la batteria si fa quasi rituale.
Queste zone d’ombra non sono semplici intermezzi, ma snodi emotivi che amplificano l’impatto delle sezioni più brutali. Il risultato è un ascolto che non procede in linea retta, ma pulsa, si contrae, si espande.
Rispetto ai lavori precedenti, qui i Millhaven sembrano più consapevoli del proprio equilibrio interno: le strutture sono più dinamiche, le transizioni meno prevedibili e le atmosfere più curate.
C’è una volontà evidente di raccontare qualcosa, non solo di colpire duro. Il titolo stesso, ''Nothing Truly Remains Lost'', suggerisce un tema di persistenza, memoria, sopravvivenza emotiva, e la musica riflette questa idea con un continuo gioco tra distruzione e ricostruzione.
''NTRL'' è un disco che vive di sfumature dentro la ferocia, un lavoro che non rinuncia alla potenza ma la incanala in una forma più complessa e stratificata. I Millhaven dimostrano di essere una band capace non solo di devastare, ma di creare mondi sonori dove la brutalità convive con un senso di inquieta bellezza.
Un album che non si limita a confermare la band: la rilancia, mostrando quanto ancora possa evolvere senza perdere la propria anima. (Andrea Rossi)