BASTARD SKULL  "Bastard Skull"
   (2026 )

Ci sono album d'esordio che sembrano il risultato di lunghi piani strategici, e altri che nascono dall'istinto, dalla passione e dalla voglia di tornare a fare rumore. ''Bastard Skull'' appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

La formazione prende vita il 13 novembre 2022 durante un concerto dei Mercyful Fate a Brooklyn, quando John Blicharz e Tom Lorenzo riallacciano i rapporti dopo anni di esperienze condivise nella scena metal underground. Da quell'incontro nasce una nuova creatura, completata dal batterista Mark Mari e dal bassista George Kostadimas, con Tom Lorenzo impegnato per la prima volta anche come cantante.

Fin dalle prime tracce, l'album mette in chiaro le proprie intenzioni: niente compromessi, niente modernismi forzati, solo thrash metal duro, sporco e aggressivo, alimentato da una forte componente heavy metal tradizionale. Le influenze della Bay Area, del thrash della East Coast e dell'underground americano degli anni Ottanta emergono evidenti, ma senza trasformare il disco in un semplice esercizio nostalgico.

Le chitarre di Blicharz e Lorenzo costruiscono un muro sonoro compatto, ricco di riff taglienti e assoli incandescenti che richiamano il linguaggio classico del genere. La produzione, realizzata con Mike Sabatini presso i Band Mother Recording e rifinita dal mastering di Alan Douches, riesce a trovare un equilibrio ideale tra potenza e chiarezza: il suono è muscolare, diretto e autentico, capace di valorizzare ogni strumento senza perdere quell'impatto ruvido che il thrash richiede.

Una delle sorprese più interessanti del disco è proprio la performance vocale di Tom Lorenzo. Pur non essendo conosciuto principalmente come frontman, riesce a trasmettere convinzione e personalità, alternando aggressività e attitudine da veterano senza mai apparire fuori ruolo. La sezione ritmica composta da Mari e Kostadimas svolge un lavoro eccellente, sostenendo l'intero album con ritmiche robuste e un groove che evita alla musica di diventare una semplice raffica di velocità.

Ciò che colpisce maggiormente è l'energia che attraversa l'intero lavoro. ''Bastard Skull'' non cerca di reinventare il thrash metal né di inseguire le tendenze contemporanee; punta invece a celebrare l'essenza più pura del genere. Ogni brano sembra concepito per essere suonato dal vivo davanti a un pubblico in ebollizione, tra headbanging compulsivo e circle pit senza tregua.

Naturalmente non tutto è perfetto: in alcuni momenti l'album rimane ancorato a schemi compositivi molto tradizionali e chi cerca sperimentazione o contaminazioni potrebbe trovarlo prevedibile. Tuttavia, questa scelta appare deliberata e coerente con l'identità della band. I Bastard Skull vogliono suonare metal vecchia scuola con sincerità e passione, e riescono pienamente nell'intento.

In definitiva, ''Bastard Skull'' è un debutto convincente, feroce e genuino, realizzato da musicisti che conoscono profondamente il linguaggio del thrash metal e sanno come trasformarlo in qualcosa di vivo e coinvolgente. Un disco che non pretende di cambiare la storia del genere, ma che possiede tutte le caratteristiche che i fan cercano: riff assassini, attitudine combattiva e una quantità impressionante di energia.

Per gli amanti del thrash più autentico, rappresenta un ottimo biglietto da visita e una promessa più che interessante per il futuro della band. Un esordio solido e travolgente che conferma come l'esperienza e la passione possano ancora generare metal di grande impatto. (Andrea Rossi)