ENDRIGO  "Ossa rotte, occhi rossi"
   (2017 )

Avete voglia di gridare a squarciagola? Di fare qualcosa da incoscienti? Di essere spericolati? Di tirare fuori ogni imprecazione non detta e ben celata da un rabbioso silenzio? Bene! I bresciani Endrigo con “Ossa rotte, occhi rossi” sono l’ottima colonna sonora per questi momenti di lucida follia, di delirio consapevole, con un rock arrabbiato, privo di melodia ma denso di energia. Il quartetto composto da Gabriele Tura (chitarra e voce), Matteo Tura (basso e voce), Simone Arrighi (chitarra) e Ludovico Gandellini (batteria) esordisce con 11 tracce che non lasciano indenni non solo le ossa (rotte, appunto) e gli occhi ma anche i timpani, che verranno perforati da un sound grezzo, irriverente, sfacciato e ironico; un rock urlato che invita ad urlare, e che dopo 40 minuti lascia spompati, senza voce e senza forza. Il titolo del disco è tutto un programma, conseguenza di ciò che accadrà vivendo quel concentrato di energia e adrenalina allo stato puro con rarissimi momenti in cui tirare il fiato. Gli Endrigo non si perdono in giri di parole e in ghirigori musicali ma sono sfrontati e diretti, lapidari anche nei titoli dei brani (“Controcrederci”, “Sobrio”, “Letargo”, “Spara” ecc.); con un ottima sintonia di gruppo tirano fuori un condensato di emozioni esplosive, frutto di una intensa attività live nei posti più disparati, ed è questo il valore aggiunto di “Ossa rotte, occhi rossi”, che racconta le esperienze goliardiche su e giù dal palco di questi quattro amici. Un buon inizio per questi energici ragazzi bresciani che, dopo essersi frantumati le ossa, ora possono godersi i frutti di un ottimo lavoro. (Angelo Torre)