MIAZMA  "Miazma"
   (2018 )

I Miazma nascono come un duo techno, nel 1997. In seguito all’abbandono di Tomas Tornevall, la formazione svedese si è trasformata, a tutti gli effetti, in una one man band, il cui unico protagonista è Kristian Olofsson. In seguito a questo importante avvenimento, è cambiata anche la cifra stilistica di Miazma: Olofsson si è orientato verso sonorità più industrial dalle tinte fosche, limitando progressivamente l’uso dell’elettronica. I pezzi dell'omonimo disco ''Miazma'' (appena uscito per Dark Vinyl Records) sono diciannove e sono stati composti in momenti diversi: quattro sono inediti, quindici appartengono agli altri lavori discografici di Miazma. In apertura (“Lorelei”, “Soft Touch”, “Dancing On My Grave”) è subito percepibile la presenza di schemi più vicini all’industrial e, a tratti, anche al metal: l’atmosfera è scura, anche in virtù di un cantato grave e del timbro profondo di Olofsson, ma è con “I Want To Know” che il disco sembra davvero strizzare l’occhio ai Sisters Of Mercy ed a quella miscela fluida di strutture goth e linee post punk. I pezzi successivi appartengono a “Dressed In Black” e sono caratterizzati da un uso più massiccio dell’elettronica, immersa fra riff elettrici. La titletrack del precedente lavoro di Miazma è uno dei passaggi migliori di un disco che, mentre si avvicina alla sua conclusione, suona sempre più elettronico e meno industrial, poiché la raccolta segue un ordine cronologico, con i brani più recenti in apertura e quelli più datati alla fine. Le sonorità risultano pian piano levigate fino ad arrivare a brani più lineari e influenzati dal post punk come “Penelope Crush” e “Will I”. “Miazma” rappresenta una sorta di summa di un percorso ventennale segnato da un graduale cambio di genere, coerente nella sua interezza e certamente consigliabile ai fedelissimi dell’industrial, del post punk e del gothic rock. (Piergiuseppe Lippolis)