ARCA  "Forces"
   (2018 )

A otto anni di distanza dal loro ultimo lavoro e a quasi due decadi dal debutto, sono tornati Joan Cambon e Sylvain Chauveau, duo francese noto come Arca, ovvero il termine portoghese per furgone, con un neanche troppo velato alla storia del ritrovamento degli scritti di Pessoa. “Forces”, appena uscito per Ici D'Ailleurs/Mind Travels, è, a tutti gli effetti, un concept album che affronta, in musica più che con le parole, il tema della guerra e, in particolare, gli ultimi quarant’anni di storia del Mediterraneo, letta ed esplorata attraverso diverse categorie. “Forces” è ispirato da “Ma’a al-Fidda”, un documentario che ha affrontato proprio questo delicato tema, ed è dedicato proprio a chi è stato coinvolto, in qualche modo, in queste guerre. L’umore dell’album è estremamente malinconico seppur non dalle primissime battute. Uno scenario di cupo, di distruzione e macerie, è quello evocato da “Aliaa Magda Elmahdy” e “Wiam Simav Bedirxan” (non a caso, è il nome di uno degli autori del documentario di cui sopra), mentre “Ebru Firat” riprende il pathos di “Bayan Hout”. Un’atmosfera di nuovo drammatica caratterizza “Damir Sagolj” e “Leyla Zana” dopo parentesi più brevi, ma soprattutto la conclusiva “Ossama Mohammed”, dal nome dell’altro autore di “Ma’A al-Fidda”. “Forces” è un lavoro dal forte carico emotivo e pregno di un significato che probabilmente non sarà completamente comprensibile al primo ascolto, ma che sa rilasciare lentamente e a piccole dosi delle sensazioni parecchio piacevoli. (Piergiuseppe Lippolis)