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NIGHTSHADE "In essence divided"
(2026 )
Con ''In Essence Divided'', i Nightshade compiono un passo deciso verso una maturità artistica che raramente si incontra in ambito metal contemporaneo.
Il duo svizzero, già noto per la sua attitudine alienante e visionaria, si presenta con un lavoro che non solo definisce una nuova identità sonora, ma inaugura addirittura una trilogia concettuale dedicata ai miti cosmogonici del mondo.
Il disco è un viaggio che intreccia progressive anni ’70, avantgarde black metal contemporaneo e melodic metal anni ’90, dando vita a una narrazione sonora densa, stratificata e profondamente evocativa.
Le atmosfere spaziano dal dark psichedelico ai riff poderosi, spesso in contrasto con aperture melodiche di sorprendente delicatezza. I riferimenti dichiarati – Opeth, Pink Floyd, Blood Incantation, Samael, Gojira – non sono mai imitazioni, ma frammenti rielaborati in una miscela personale che trova coesione nel forte carattere identitario del progetto.
La tracklist, composta da dieci brani per circa un’ora di durata, offre una costruzione dinamica e cinematica: “Stateless Journey” apre l’album come un rito d’iniziazione (corale, atmosferico, espansivo), mentre “Night Torn”, con quasi dieci minuti di durata, rappresenta il fulcro emotivo del disco, una suite che alterna oscurità dilatata e improvvise accelerazioni.
“Dissonant Void” e “In A Dream”, entrambe con ospite Skevent, introducono un contrasto vocale che aggiunge tensione drammatica, mentre l’uso del sax in “Night Torn” (Luigi Rinaldi) arricchisce ulteriormente il carattere sperimentale del disco.
“Brother of Sleep”, con le voci pulite di Sylvain Auclair, chiude l’album in modo intimo e malinconico, quasi contemplativo. Ogni brano sembra costruito per rappresentare un frammento del mito che l’album esplora: la luce, la materia, il sogno, la dissoluzione.
Il lavoro di produzione è affidato a Raphaël Bovey, figura già coinvolta con realtà come Monkey3, Gojira e Samael, e si sente: il suono è pulito, ampio, robusto, capace di contenere la complessità degli arrangiamenti senza mai risultare ridondante.
La lunga lista di ospiti – dal coro Micrologus alla varietà di chitarristi solisti – conferisce al disco un carattere quasi collettivo, pur mantenendo saldo il timbro compositivo del duo.
L’artwork, firmato da EquinoxOwl (Alexander Z), riflette perfettamente l’estetica alienante dell’album: simbolico, astratto, quasi esoterico. Non una semplice copertina, ma la prima porta d’accesso alla trilogia.
''In Essence Divided'' è un’opera ambiziosa e riuscita, che conferma i Nightshade come una delle realtà più coraggiose e originali del panorama metal europeo contemporaneo. È un album che richiede attenzione, predisposizione al viaggio e voglia di addentrarsi in territori sonori non convenzionali. Chi lo farà, troverà un disco ricco, stratificato, profondamente ispirato. (Andrea Rossi)