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BIAGIO ANTONACCI "Mustang"
(2026 )
Ho ascoltato più volte questo nuovo disco di Biagio Antonacci, cercando di capire come un titolo apparentemente poco italiano, ''Mustang'', possa ben rappresentare quanto traspare dai testi che compongono le nove canzoni di questo nuovo album del Biagio nazionale.
Poi ho capito, i testi sono una ventata d’aria fresca tipicamente italiana, quella che ti colpisce sulle colline in primavera con l’aggiunta del profumo della vita: la vita, la libertà, tipica dei cavalli Mustang...
Mi hanno colpito frasi tipo: ''E’ molto facile cantare la vita, ma molto meno facile viverla''. Oppure: ''I giorni sono pieni, il tempo resta solo agli scemi''. Ma anche: ''Gli aghi di pino che cadono dentro questi occhi piangenti''. Che feriscono, ma che aprono a qualcosa di nuovo. La speranza.
E’ un bel disco, questo di Biagio, è riuscito a esprimere il suo spirito libero (vi ricordo che uno dei suoi primi lavori si chiamava ''Liberatemi''...) con suoni e arrangiamenti del 2026.
Non a caso Antonacci si è fatto accompagnare da ''tale'' Juli, che nel duetto ''L’ultima canzone'' vede l’apice di un aggiornamento sonoro e una voglia di essere attuale che è solo da promuovere.
Lo dimostra anche il duetto con Sayf, un essere sé stessi ma al passo con i tempi. Dovrebbe essere preso d’esempio da quelli che poi si lamentano di non vendere o di essere dimenticati.
Una sola critica, i troppi ye, ye, ye e ba, ba, ba in qualche pezzo. Ecco, era solo per trovare il pelo in un uovo molto ben riuscito.
Bel disco, bravo. (Marco Camozzi)