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30/08/2019   LUCA BURGIO
  ''Il vero talento è afferrare quel guizzo di genio che la natura ti fornisce e restituirlo al mondo...''

L’incontro di oggi è con il cantautore siciliano (ma ora di stanza a Berlino) Luca Burgio. Con lui scambiamo quattro chiacchiere, in occasione dell’uscita del nuovo e.p. “Versi da bancone”, uscito per la NewModelLabel.

Ciao Luca , per conoscerti un po' di più puoi accennare ai nostri lettori come ti sei avvicinato alla musica e quando hai deciso di intraprendere il tuo percorso artistico? ''Ho più o meno da sempre trovato nell’arte il mio veicolo di comunicazione. Ho iniziato con tela e pennelli e poi pian piano sono stato sedotto dalla forza della poesia e della musica. Le avevo dentro… hanno semplicemente prevalso sulle arti visive in un punto della mia vita, stimolate dalle persone giuste''.

Il debut album “Vizi , Peccati e Debolezze” derivava dall’esperienza in Spagna, ed ora “Versi da bancone”, generato dagli umori respirati a Berlino, dove tutt’ora vivi. Sembrerebbe che girare l’Europa sia una florida musa ispiratrice… ''Racconto la mia generazione, continuamente in viaggio, con noi la nostra cultura si è evoluta mischiandosi alle altre, oggi “l’estero” ci rappresenta in maniera singolare, diversa dall’ondata migratoria che ci ha preceduto, fatta di gente che andava con la speranza di tornare, oggi si parte per restare! E’ l’idea di andare il vero concetto che ispira le mie canzoni''.

Tra atmosfere fumose di swing, folk e jazzy, avverto che la tua scrittura insegua più il guizzo geniale piuttosto che applicare il talento. E’ cosi? ''Non me lo sono mai chiesto in realtà, ma credo sinceramente che il vero talento sia afferrare proprio quel guizzo di genio che la natura ti fornisce, dargli una forma e restituirlo al mondo''.

Ti piace miscelare passato ed avanguardia tra ironia e divertissement, in cui irridi deliri, vizi e tic di un’umanità ormai smarrita ed incline al pragmatismo. Cosa vedi di buono oggi? Solo i giovani intraprendenti con meta estera? ''Vedo l’inizio di un cambiamento, una maggiore consapevolezza della nostra specie, una presa di coscienza del nostro ambiente, vedo epiche battaglie contro la xenofobia o l’omofobia giungere finalmente al culmine inesorabile che mostra la strada per il quieto vivere… vedo i presupposti per una realtà che noi stiamo creando e che sarà il parco giochi dove porteremo i nostri figli a crescere''.

E’ indubbio che tu prediliga i suoni “caldi”, con tinte basse e “svapate” sonore à là Tom Waits e del nostro Capossela meno commerciale. Verso chi altri scorre la tua fonte ispirativa? ''E’ indubbio che le mie radici affondino nelle stesse atmosfere di questi ed altri cantautori nel panorama musicale italiano, i suoni caldi fanno parte della mia personalità, ma adesso, e nella fattispecie nelle nuove canzoni, ho iniziato un percorso personale strettamente legato al concetto di “noi”, cerco di capire come suoni il mondo ed approfittare del gusto di ogni singolo musicista con cui ho la fortuna di collaborare, per ottenere un sound forse non del tutto nuovo ma sicuramente vario e composto da molteplici personalità''.

Ormai, con la Maison Pigalle hai stabilito un sodalizio imprescindibile e ben coeso, dando sapore e profondità assemblativa. Come li hai conosciuti? ''Fortuna… ho avuto fortuna nel conoscere persone con le quali è da subito nato un ottimo rapporto. Nei primi tempi palermitani cercavo musicisti interessati a dare supporto ad un cantautore munito di parole ed un paio di accordi, e così per mezzo di amici e conoscenti è venuta fuori una band oggi in continuo sviluppo''.

Cosa baratteresti per cambiare i… versi da bancone della gente, fatti di chiacchiericcio frugale e transitorio, in un dialogo più concreto ed edificante, in cui si desse più attenzione anche alle “perdite” che, in generale, ruotano intorno a noi? ''La frugalità appartiene ai nostri tempi, non si può cambiare, al momento il nostro modo di comunicare è questo, ma frugale non per forza è sinonimo di vacuo. Nella transitorietà dei nostri tempi stiamo gettando le basi per qualcosa di nuovo e questo è già di per sé edificante, renderlo concreto sarà il compito della prossima generazione, quella che concepiremo, che educheremo e sosterremo affinchè i nostri sforzi non vengano vanificati''.

Ci congediamo da Luca Burgio con i nostri migliori auspici per una brillante carriera.