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news - rassegna stampa

30/07/2013   QUEEN & MICHAEL JACKSON
  Presto pubblicati gli inediti duetti registrati nel 1983

Correva l’anno 1983. Nei cinema si guardava il giovane Tom Cruise ballare in mutande in “Risky Business”. Il presidente Ronald Reagan teneva il famoso discorso in cui definiva l’Unione Sovietica “l’impero del male”. L’Oscar veniva vinto dal film ''Gandhi''. Sally Ride diventava la prima donna astronauta americana ad andare in orbita. E in un’isola dei Caraibi qualcuno inventava quello che sarebbe diventato uno dei grandi mali del secolo, il crack. Questo è il sottofondo sociale in cui inquadrare un famoso incontro musicale fra due grandi artisti dell’epoca: Michael Jackson e Freddie Mercury. I due erano reciproci ammiratori, e decisero di collaborare per un progetto che doveva diventare un album di duetti. Si limitarono a preparare alcuni “demo” nella sala di registrazione di Jacskon. E non se ne fece più nulla. E veniamo ad oggi: il chitarrista del gruppo dei Queen, di cui Mercury era il cantante, ha avuto il permesso della famiglia Jackson di completare quei demo e immetterli ufficialmente sul mercato. C’è grande curiosità per il prodotto finito. Alcuni brani bootleg in realtà sono trapelati in internet, ma il lavoro di Brain May, con il producer William Orbit, dovrebbe assicurare un prodotto di ben altra qualità. May è uno dei più grandi chitarristi viventi, e Orbit è un musicista di razza, specializzato in produzione ai massimi livelli (è stato il produttore di Madonna). Certo, per capire cosa aspettarsi da questi brani, bisogna tornare all’83. Michael Jackson usciva dall’immenso successo dell’album ''Thriller''. Il suo volto non aveva ancora conosciuto il lavoro devastante del bisturi e sembrava in gran forma fisica. Freddie (il cui vero nome era Farrokh Bulsara) aveva alle spalle i concerti oceanici con i Queen, e aveva chiesto ai compagni del gruppo un anno di “sabbatico”. Il contagio dell’aids, che lo ucciderà nel 1991, è ancora lontano almeno tre anni, anche se Freddie ha cambiato già aspetto, e cominciano a circolare voci sulla sua propensione a frequentare “gay bar” dove si pratica sesso spericolato. Per tutti e due i cantanti è un momento magico: sono al massimo della loro fama, freschi di grandissimi successi, in salute e interessati a esplorare nuove strade musicali. Cosa abbiano creato in quelle giornate al microfono, lo sapremo fra poco. Brian May ha descritto il lavoro che sta facendo ai testi, “eccitante, emotivamente faticoso, una sfida. Ma bello”. (Il Messaggero)