Sono presenti 13562 news.

13/09/2019
THE WHO
A 13 anni dal precedente disco, pubblicheranno ''Who'' il prossimo 22 novembre

13/09/2019
VASCO ROSSI
Nuova canzone in arrivo il 25 ottobre, ed album live per Natale!

tutte le news


news - rassegna stampa

02/07/2014   BOB DYLAN
  E' stato scoperto un tesoro di 149 'acetati' degli anni 1969-1970

Jeff Gold, uno dei cinque più grandi collezionisti di musica al mondo, ha scoperto un vero e proprio tesoro: 149 acetati di Bob Dylan, incisioni di prova che il songwriter realizzava per "verificare" le canzoni che scriveva e capire cosa funzionasse e cosa no. Si tratta, insomma, di "work in progress" incisi in tempo reale con una speciale apparecchiatura, che risalgono al 1969-1970, e cioè al periodo in cui Dylan lavorava a ''Nashville skyline'', ''Self portrait'' e ''New morning'' (periodo già immortalato nella raccolta ''The bootleg series, Vol. 10 – Another self portrait (1969-1971)''). Secondo Gold, ex dirigente della Warner Bros, gli acetati (perfettamente riproducibili ancora oggi e in ottimo stato) appartenevano alla proprietaria di un appartamento del Greewitch Village che Dylan, tra il 1969 e il 1970, aveva affittato e adoperava come studio. Dylan potrebbe averglieli donati o semplicemente lasciati lì; la donna, comunque, non buttò il materiale, lo conservò. È stato di recente suo fratello (la donna è deceduta) a darli a Gold, il quale ora ne ha messi in vendita sei su RecordMecca per una somma che oscilla tra i 1.750 e i 2.500 dollari (sempre poco rispetto ai 2 milioni spesi da qualcuno per acquistare il manoscritto ufficiale di ''Like a rolling stone''). Stando a Gold (che ovviamente ha ascoltato gli acetati, con l'amico Zach Cowie e un altro collezionista dylaniano, Arie De Reus), nei supporti c'è del materiale inedito (tra cui delle cover elettriche di ''Ring of fire'' e ''Folsom prison blues'' di Johnny Cash) e delle versioni differenti di alcuni brani, tra cui una gospel di ''Tomorrow is such a long time''. In generale, sempre secondo Gold, gli acetati che risalgono alle session di ''Self portrait'' (un album decisamente controverso nella discografia di Dylan) evidenziano il gran lavoro di rifinitura fatto dal songwriter di Duluth per quel disco. Gold nel frattempo ha digitalizzato tutto il materiale ritrovato. Chissà se riusciremo mai ad ascoltarlo: c'è da scommettere di sì, vista la mole imponente di pubblicazioni su Dylan che ogni anno arrivano nei negozi. (La Bottega di Hamlin)