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news - rassegna stampa

08/12/2014   MANGO
  Ci lascia a soli 60 anni uno dei migliori interpreti della musica italiana

Il cantante Giuseppe Mango è morto, stroncato da un infarto, durante il concerto che stava tenendo al Pala Ercole di Policoro, in provincia di Matera. L'artista, che aveva compiuto 60 anni il 6 novembre scorso, è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è giunto privo di vita. La salma di Mango è nell'ospedale di Policoro, dove sono giunti anche i suoi parenti, non soltanto da Lagonegro (Potenza), dove l'artista era nato il 6 novembre 1954. Il malore ha colpito Mango mentre stava cantando ''Oro'', uno dei suoi brani più famosi, che era diventato anche la colonna sonora di uno spot pubblicitario altrettanto noto al grande pubblico. "Scusate, non mi sento bene" ha detto al microfono prima di essere soccorso e portato nel retropalco. A dare la notizia ufficiale della morte è stato il suo staff sulla sua pagina Facebook scrivendo: "La nostra rondine è volata via nel cielo sbagliato... Pino, resterai sempre nel nostro cuore perché, come cantavi qualche anno fa, 'Non moriremo mai, il senso è tutto qui'. Ci uniamo al dolore della famiglia". Così, parafrasando la sua canzone di successo ''La rondine'', ricordano il cantante. Molti fan, dopo che Mango si è sentito male, si sono trasferiti dalla sede del concerto all'ospedale; sui social network sono già molti i messaggi che ricordano il cantautore. Fra i molti suoi successi, anche il premio della critica ottenuto nel 1985 al Festival di Sanremo. Giuseppe Mango, per gli amici Pino, nasce il 6 novembre del 1954 a Lagonegro, in provincia di Potenza. Nel 1975 va a Roma e incide per la RCA Italiana l'album ''La mia ragazza è un gran caldo'', che sarà pubblicato nel 1976. Due brani attirano l'attenzione di Patty Pravo che decide di inserirli nel suo album ''Tanto''. Anche Mia Martini è attratta dalle melodie di Mango e inserirà una sua canzone nell'album ''Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto''. Il successo arriva negli anni Ottanta e viene consacrato con la partecipazione al Festival di Sanremo, dove nel 1985 vince il premio della critica con ''Il viaggio''. Calcherà ancora molte volte il palco della città dei fiori, sette volte come cantante e due come compositore. E' proprio negli anni Ottanta che Mango si afferma anche fuori dai nosri confini: la sua capacità di usare la voce, carica di sfumature e capace di virtuosismi non fini se stessi, e la sua attenzione verso idee e sonorità internazionali gli permettono di creare una formula pop colta e di ampio respiro, lontana dagli stereotipi italiani e decisamente innovativa. Tra i successi di quella felice fase artistica, che si è protratta fino alla metà degli anni '90, vanno ricordati proprio ''Oro'' (realizzato in collaborazione con Mogol), ''Australia'', la splendida ''Lei verrà'', ''Odissea'', ''Bella d'estate'', ''Nella mia città'', ''Come Monna Lisa'', ''Mediterraneo'', ''Dove vai'', ''Giulietta'' e la già citata ''La rondine''. La sua lunga carriera lo vede lavorare, tra gli altri, con Mogol, Lucio Dalla, Franco Battiato, Claudio Baglioni e Andrea Bocelli. Dallo scorso 25 aprile era in radio ''Scrivimi'', celebre brano di Nino Buonocore, anticipazione del nuovo album di cover uscito poi il 27 maggio dal titolo ''L'amore è invisibile'' (su etichetta Columbia Sony Music). Nel disco tre inediti e riletture di Sting, U2, De Andrè, Battisti, Minghi, Don Backy, Beatles, Bowie, Pino Daniele e una canzone della tradizione sarda. In una intervista rilasciata a Repubblica nello scorso maggio, il musicista lucano, parlando del suo percorso artistico, aveva dichiarato: "Ho sempre cercato di muovermi al di là del provincialismo. Io nasco come cantante, a sei, sette anni già mi divertivo con mio fratello più grande, Michele, che aveva una cover band di cui ero la mascotte. E cantavo Aretha Frankiln, gli Stones, Otis Redding, James Brown, i Led Zeppelin, tutto quello che era internazionale, italiano quasi niente, al massimo qualche brano di Battisti. E poi oggi un tuo disco quando esce su Internet è immediatamente in tutto il mondo, non solo in Italia, ti devi confrontare con la realtà internazionale, non si può fare finta che non sia così e guardare solo nel proprio piccolo orticello". "Per me è un giorno molto triste: ho perso un amico e noi tutti abbiamo perso un grande artista", ha dichiarato Mogol ricordando l'amico e collega scomparso, con cui ha collaborato spesso a partire da ''Oro'', il brano del 1984 che lo consacrò. Mogol ha ricordato il loro primo incontro: "Io ero andato a trovare Mara Maionchi alla Fonit Cetra. E mentre ero lì, in un corridoio, sentii una voce particolarissima uscire da una stanza. Chiesi a Mara chi fosse e lei me lo presentò. Lui aveva presentato un provino di quella che poi divenne ''Oro'': tenemmo la melodia ma io riscrissi il testo. Da allora siamo rimasti amici e abbiamo collaborato ancora per ''Nella mia città'' e per ''Mediterraneo'', che è forse la più grande canzone che abbiamo scritto insieme", sottolinea Mogol. "Mango era un ragazzo generoso, un grande artista, un amico ed era soprattutto un lucano che amava la sua terra, la musica e la sua famiglia. Lo avevo visto recentemente a cena a Lagonegro. La nostra è una bella storia di amicizia, interrotta dalla questa sassata, che è stata la notizia della sua morte", ha concluso il paroliere più famoso della musica italiana. (Repubblica.it)