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news - rassegna stampa

03/03/2015   MUMFORD & SONS
  La band pubblica il 5 maggio il suo terzo album 'Wilder Mind', con grandi novità

Tornano i Mumford & Sons. Il quartetto di ''I Will Wait'', che rappresenta il più recente fenomeno internazionale del folk rock, ha annunciato per il 5 maggio l'uscita del nuovo album ''Wilder Mind'', un disco che - annunciano Marcus Mumford e soci - si distaccherà in modo significativo dai precedenti ''Sigh No More'' (2009) e ''Babel'' (2012). L'album, disponibile da poche ore in preorder su iTunes, è già nella Top10 della classifica album dello store apple. ''Wilder Mind'', registrato agli Air Studios di Londra e prodotto da James Ford (Arctic Monkeys, HAIM, Florence + The Machine), comprende 12 nuove tracce, alcune delle quali scritte e preregistrate con Aaron Dresner dei The National in un garage studio di Brooklyn. Per questo nuovo lavoro la band è anche tornata a scrivere e registrare negli Eastcote Studios di Londra dove è nato ''Sigh No More'' e ha lavorato al nuovo album in Texas. Questa la tracklist: ''Tompkins Square Park'', ''Believe'', ''The Wolf'', ''Wilder Mind'', ''Just Smoke'', ''Monster'', ''Snake Eyes'', ''Broad-Shouldered Beasts'', ''Cold Arms'', ''Ditmas'', ''Only Love'', ''Hot Gates''. Dopo le primissime session a New York e Londra, la band - che comprende Marcus Mumford, voce e chitarra, Winston Marshall, chitarre, Ben Lovett, tastiere e fisar, fisarmonica, Ted Dwane, basso - ha subito mostrato un diverso approccio non solo alla scrittura e alla registrazione, ma anche nei confronti delle atmosfere e delle dinamiche. Ed è una sensazione quasi minimalista benché di ampio respiro, quella che secondo Marcus Mumford pervade l'album e che il leader della band descrive come "uno sviluppo, non un distacco". Tutto è successo un po' per caso e un po' per decisione consapevole: "Verso la fine del tour di ''Babel'', suonavamo sempre nuove canzoni durante il soundcheck, e in nessuna c'era spazio per il banjo o per una kick-drum. Non ci siamo mai detti: no strumenti acustici, ma penso che ognuno di noi avesse in sé il desiderio di fare qualcosa di diverso. Il nostro modo di scrivere non è cambiato drasticamente, si è solo fatto guidare dal desiderio di non fare ancora la stessa cosa. In più ci siamo innamorati della batteria, semplicemente!". "È stata una cosa completamente naturale" dice Ben Lovett, "come quando abbiamo cominciato a suonare. È stata una cosa tipo: qualcuno suonava una chitarra elettrica, la batteria si aggiungeva per completare il suono al meglio, e dal punto di vista del suono aveva senso aggiungere un synth o un organo. Abbiamo scelto strumenti che suonano bene tra loro, senza cercare a tutti i costi di cambiare". Di recente i Mumford & Sons sono stati gli headliner a Reading & Leeds, Bonaroo, Open'er, Bilbao BBK Live, Nos Alive, e Squamish Festival, ed ora si preparano per un nuovo tour, il "Gentlemen of the Road Stopovers 2015". Al loro fianco si esibiranno band come The Foo Fighters, The Flaming Lips, Ben Howard, The Vaccines, Simian Mobile Disco, The Maccabees, My Morning Jacket, Alabama Shakes, Dawes, Jenny Lewis. (Repubblica.it)