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news - rassegna stampa

11/11/2015   ANTONELLA RUGGIERO
  Con il nuovo album 'Cattedrali' ritorna al repertorio sacro

Era ancora una bambina quando la portavano alla Chiesa di Santa Maria di Castello a Genova e veniva rapita dalle note dell'organo, e oggi «dopo una vita - racconta Antonella Ruggiero - sono riuscita a realizzare la mia idea che la voce umana potesse andare in perfetta armonia con quella dell'organo». Il risultato di questo intreccio tra voce e strumento è racchiuso nell'album ''Cattedrali'', registrato grazie al restauro dell'organo Mascioni della Cattedrale di Cremona e alla collaborazione con il Maestro Fausto Caporali, organista residente e professore al Conservatorio di Torino. «Lavorando a fianco dell'organo della cattedrale di Cremona - spiega l'ex Matia Bazar - ho sentito la vita all'interno dell'organo: è un strumento che produce scricchiolii e sbuffi, tanto che spesso mi voltavo come se ci fosse qualcuno». Una volta trovato lo strumento giusto per il suo progetto, Antonella ha scelto 14 brani nel vastissimo repertorio della musica sacra, dall'Ave Maria di Gounod al Panis Angelicus di Frank (già interpretato con un quartetto d'archi in «Sacrarmonia» del 2001), dall'Ave Maria di Franz Biebl all'Ave Maris Stella di Mark Thomas. Nel florilegio non poteva mancare l'Ave Maria di De Andrè, interpretata la prima volta nel 2005 come finale del concerto-tributo Le Nuvole al Teatro Romani di Cagliari ed in apertura del progetto collettivo «Amiche per l'Abruzzo». La scelta dei pezzi ha avuto un solo criterio: «Ciò che quei brani mi hanno dato a livello di intima suggestione, se questa manca - spiega l'artista - non riesco a entrare in un progetto a livello emotivo». Dopo «Sacrarmonia» del 2001, è la seconda volta nella sua carriera solista che Antonella Ruggiero si trova ad affrontare il repertorio sacro. Questo perchè «la bellezza della musica va oltre il credo religioso, la musica e la natura ti portano a pensare che qualcosa esista e per questo - riflette - non posso dirmi atea». Con uno strumento come l'organo, il tour legato a 'Cattedrali' «sarà possibile solo nei luoghi che ospitano gli organi liturgici, che raramente vengono fatti ascoltare» nota con rammarico, spiegando che «non ci sono altri strumenti al mondo così perfetti e così umani: gli organi dovrebbero essere valorizzati perchè fanno parte della nostra cultura». (Il Giornale di Sicilia)