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01/01/2022   LA TOP... 35 SINGOLI DEL 2021!
  I migliori brani dell'anno appena trascorso, secondo il nostro ''super redattore'' Manuel Maverna

Carissimi, io vi avviso: nella compilazione più divertente dell’anno (per il sottoscritto, ovviamente), ossia una classifica-non-classifica che rispetto a quella degli album concede un maggiore disimpegno perchè si tratta di singole canzoni, come gocce nel mare o granelli di sabbia, troverete sì i soliti consigli – seguiteli o buttateli, non mi offendo – ma declinati in modo volutamente bizzarro.

Nel senso che tra i 35 titoli proposti ci sono cose da cantare sotto la doccia, ma anche brani sinceramente improponibili come hit (si diceva così, no?), tipo cose psych da sei minuti che giusto Syd Barrett poteva cantare sotto la doccia, per dire.

Ah: essendo una classifica-non-classifica considerate pure tutti alla pari, i numeri sono lì per semplicità.

Ma la prima della classe, quella no: è proprio la prima, è la canzone dell’anno. Almeno per quante volte l’ho ascoltata, fino ad un paio d’ore fa, direi che se lo merita.

Nell’entusiasmo della ricerca forsennata delle canzoni mi perdonerete se mi fosse scappato nella lista qualche brano pubblicato in realtà sul finire del 2020. Voi non fateci caso: mettetevi sotto la doccia e cantate lo stesso.

Statemi benone, alla prossima.

Manuel



1. Lastanzadigreta - Tarzan (quello vero)
In memoria di Dario Scaglione detto Tarzan, piccolo eroe resistente, uno tra i tanti che hanno combattuto per qualcosa contro qualcosa: e il verso finale è una bugia.

2. Vintage Violence - Astronauta
Ricordi sparsi di quello che fu, bello o brutto poco importa: basta avere qualcuno a cui poterlo gridare, anche se quel velo di tristezza è difficile da sollevare.

3. Collettivo Ginsberg - Al chiaro di luna
Musica rarefatta che è dilatazione e brivido, atmosfera invisibile ed irraggiungibile sopra le nostre teste, o profondità insondabile nei recessi dell'anima.

4. Franzoni & Zamboni - Gesù tascabile
Si potrebbe andare tutti quanti - a ritmo di banda - al tuo funerale, per vedere se la gente poi piange davvero. Qui intanto si sorride, a denti stretti.

5. Rifrazione - Non è poco
Echi vividi della dark-wave dei bei tempi andati, canto in italiano a mezza voce, sullo sfondo i fratelli Reid e gli anni ottanta.

6. Collettivo Casuale - Fabrizio
Un piccolo capolavoro di cantautorato come se ne fa oramai poco: è la bella canzone di una volta, quella che in fondo non delude mai.

7. Salvatore Maria Ruisi - Niente non rimane niente
Quasi De Gregori, con quella stessa brillante amarezza tinta di grigio. Il gioco della vita in quattro minuti, ma forse questa vita un senso ce l'ha.

8. Deka'dɛntsa - Inutili eroi
Da un angolo di Campania si scorge la porta spalancata su uno dei tanti abissi dell'anima: parole elaborate, musica feroce, equilibrio pronto a vacillare.

9. My Sunday Spleen - Ride along
L'apparenza inganna, no? Quello che sembra un (bel) pezzo degli Interpol, è un (bel) pezzo di una band di Milano&dintorni. Italians do it better, a volte.

10. Turangalila - Omicidio e fuga
Cinque minuti di contorsioni nei quali succedono più cose che in una intera serie di Gomorra. Post-tutto strumentale, tecnico e fragoroso: magari per pochi, ma ubriacante.

11. Manuel Lorenzetti - La tecnica dell'imbuto
Swing ed erre moscia in una gag irresistibile a tempo di kazoo. Crooning impastato tra Capossela e Mannarino: cosa chiedere di più?

12. Landart - The cheater
Come se i Fleetwood Mac interpretassero un pezzo dei Foals: spirito d'antan in salsa contemporanea, semplice e affascinante.

13. ChiaraBlue - Il male condiviso
Tecnica vocale sopraffina al servizio di una musicalità coinvolgente e rasserenante, quello che ci vuole per diradare i cattivi pensieri.

14. Schiamazzi - Félicette
Ne ho cantato le lodi nella classifica degli album, ma temo che non basti ancora, quindi insisto. L'ep ha cinque canzoni, qui potevo metterle tutte indistintamente.

15. Sorry, Heels - Follow signs
Full immersion nel cuore di tenebra di un amore frantumato, al ritmo martellante e incalzante del basso, re incontrastato insieme alla voce di Simona.

16. Luframilia - Caos
Qualcosa tra Alosi e Sick Tamburo, con aggiunta di una personalità strabordante. Che non teme niente mentre mena fendenti alla cieca.

17. Nomotion - Out of the blue
Ballata elettrica di matrice Tindersticks che trasuda desolazione in noir, impreziosita dalla vocalità mesta e sfuggente di Jonny Bergman. Un gioiello di pura afflizione.

18. Emanuele Nidi - Canzone della strega
La canzone della buonanotte per i bambini cattivi, altro che la fatina. Favola rovesciata, toccante come un commiato funebre, inquieta come l'attesa di qualcosa.

19. Suez - Hard to say
Catatonica e indolente come fossero i Codeine, una canzone pigra e ciondolante vaga al rallentatore attirando nel suo gorgo chi voglia farsi ipnotizzare.

20. You, Nothing - Waves
Quattro giovincelli che suonano divinamente cose che piacciono a noi vecchi: vuol dire che in fondo non tutto è andato perduto, shoegaze rulez.

21. Vanessa Peters - Valley of ashes
Una perla tra le tante di un album da mandare a memoria. Uno shuffle pigro che ti abbraccia come fosse una coperta per l'inverno.

22. Linda Collins - For Linda
Un nutrito collettivo di musicisti al servizio di musica senza limiti. A volte di una bellezza traslucida quasi irreale. La tromba di Ramon Moro fa il resto.

23. Thee More Shallows - Ancient baby
Mr. Kesler è crisciuto, Mr. Kesler è turnato, pazzo in un suo modo illeggibile: trasforma la psichedelia in pop con un repertorio di trucchi da consumato illusionista.

24. Charlie Risso - Tornado
Celestiale ed angelica, una voce suadente si porta a spasso una piccola grande canzone. Ampia, melodiosa, da riascoltare. E poi ancora.

25. Dog Dimension - Sticky people
Nevrosi berlinese fatta di soli spigoli, cattiva e infida q.b. Non aspettate una melodia, tanto non c'è, e non cercate un ritornello, tanto non arriverà.

26. Søren - Ultima necat
Un rigurgito gotico nostrano che cita Seneca e ci ricorda l'inevitabile fine di ogni cosa: preferivo un ad maiora, ma grazie, mo' me lo segno.

27. Primitive Mule - Downtown
Sassata tremenda che sembra ripescata dal catalogo dei Sister Double Happiness: feroce, aggressiva, pestona. Ruvida e martellante che è una meraviglia.

28. Impossibili - Fino all'alba con te
Quel bel punkettone che fu, schietto e sincero come nella pubblicità della birra coi baffi. Roba che non morirà mai, ma questo già si sa.

29. Carlo Pinchetti - Fuori di me
Voce profonda, una chitarra, poco altro: il copione è abusato, ma il risultato riesce a sorprendere. Ha grazia, eleganza, significato. Ed una piacevole tristezza.

30. Alteria - Benvenuto bene
La dimostrazione tangibile - Irene Viboras docet - che il rock al femminile non è una chimera: qua dentro c'è tanto da imparare.

31. Sabina Toll - Le temps
Quasi uno sketch surreale in cui tutto è volutamente sovraesposto: un po' di teatro, un po' di chanson, in bilico tra fascino e mistero.

32. BLK JKS - Mme Kelapile
Dal Sudafrica con passione, quella di una musica di respiro ampio, forse assai più di quanto il nostro orecchio poco allenato sia pronto ad accogliere.

33. Pauline Anna Strom - Small reptiles on the forest floor
Oltre l'ambient che fu, oltre i colori solo immaginati, oltre le figure solo intraviste, oltre le sette note concesse a questa parte di universo. Ciao Pauline.

34. The Hawkins - Turncoat killer
Dedicato a tutti quelli che la Svezia sono gli Abba, gli Ace Of Base e "The final countdown": questa è strana gente, fanno perfino sporco garage rock, roba da matti.

35. Seasurfer - Too wild
Shoegaze teutonico sospinto ed esaltato da una voce d'angelo: il mestiere più antico del mondo, fatto benissimo.