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18/06/2026
17/06/2026 GENESIS & MARILLION
Progster attenzione! Ad agosto arriverà un disco insieme dei magnifici chitarristi Steve Hackett e Steve Rothery!
A distanza di anni da una reciproca stima maturata tra backstage, festival e collaborazioni occasionali, Steve Hackett e Steve Rothery hanno finalmente trasformato la loro amicizia in un progetto discografico condiviso. L’ex-chitarrista dei Genesis e il fondatore dei Marillion pubblicheranno il 28 agosto “The Roaring Waves”, album nato dopo un lungo percorso creativo durato quasi otto anni.
Parlando della collaborazione, Hackett ha spiegato a Prog: “Quando si è prima amici e la musica viene dopo, si capisce che non c’è competizione e che inizia a succedere qualcosa di diverso”. Il disco raccoglie sette composizioni strumentali ispirate a Whitby, cittadina costiera del North Yorkshire dove Rothery è cresciuto. Un luogo che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario del musicista: “D’inverno si poteva sentire il fragore delle onde durante le tempeste. Whitby era un luogo molto suggestivo in cui vivere, un luogo poetico e potente in cui crescere”.
Sebbene l’idea risalga a diversi anni fa, il progetto ha preso forma concreta nel 2023, quando i due chitarristi hanno iniziato a registrare insieme al Racket Club nel Buckinghamshire, ritagliandosi il tempo tra i rispettivi impegni solisti. “Il nostro approccio è stato un po’ old school, come l’idea di amici che si ritrovano in garage a suonare e stare insieme”, ha raccontato Hackett in un comunicato stampa.
Per Rothery, la realizzazione dell’album rappresenta anche il coronamento di un sogno coltivato fin dall’adolescenza: “Se aveste detto al me quindicenne, che stava scoprendo i Genesis e iniziando a imparare a suonare la chitarra, che un giorno questo chitarrista leggendario sarebbe diventato un mio grande amico più di 40 anni dopo, sarei svenuto”. “The Roaring Waves” segna così l’incontro tra due delle chitarre più rappresentative del progressive rock britannico, riunite in un lavoro che affonda le proprie radici tanto nella memoria personale quanto nella lunga storia del genere. (Onda Rock)