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22/10/2026
AL STEWART
Il fondamentale album-capolavoro ''Year of the cat'' compie 50 anni! Ecco la sua storia...

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22/10/2026   AL STEWART
  Il fondamentale album-capolavoro ''Year of the cat'' compie 50 anni! Ecco la sua storia...

''Year of the Cat'' è il settimo album in studio di Al Stewart, pubblicato il 22 ottobre 1976, esattamente 50 anni fa. È stato prodotto e registrato da Alan Parsons. Grazie anche al successo del singolo omonimo "Year of the Cat", scritto insieme a Peter Wood, l'album ha raggiunto la top 5 negli Stati Uniti. L'altro singolo estratto dall'album, "On the Border", ha raggiunto la 47ª posizione in Canada.

Stewart aveva completato la composizione e la registrazione di tutta la musica e delle orchestrazioni prima ancora di dare un titolo ai brani. In un'intervista radiofonica canadese, ha dichiarato di aver adottato questo metodo per sei dei suoi album, aggiungendo che spesso scrive quattro diverse versioni del testo per ogni canzone. La title track trae origine da un brano scritto da Stewart nel 1966, intitolato "Foot of the Stage", il cui testo conteneva riferimenti premonitori a Tony Hancock, uno dei comici più amati in Gran Bretagna, che si tolse la vita due anni più tardi. Quando Stewart scoprì che Hancock non era molto conosciuto negli Stati Uniti, decise di tornare al titolo originale: ''Year of the Cat''.

La copertina, realizzata dallo studio Hipgnosis insieme all'illustratore Colin Elgie, ritrae una donna che nutre una sorta di ossessione per i gatti. La si può vedere riflessa nello specchio mentre si traveste da gatto per una festa in maschera; inoltre, tutti gli oggetti presenti sulla sua toeletta richiamano il mondo felino. Stewart ha riutilizzato lo stesso concetto per la copertina della sua raccolta ''Greatest Hits'' del 2004, sostituendo però gran parte degli elementi a tema felino con riferimenti ad altri suoi singoli. Negli Stati Uniti, ''Year of the Cat'' ha ottenuto la certificazione di disco di platino nel marzo 1977, a fronte di vendite superiori al milione di copie.

Le recensioni dell'epoca furono inizialmente contrastanti, sebbene tendenzialmente positive. Billboard lodò l'album, sottolineando «la voce distaccata di Stewart e brani dagli arrangiamenti eccezionali, che risultano progressivi senza mai cadere nella pretenziosità»; Robert Christgau, dal canto suo, considerò il passaggio di Stewart da tematiche storiche a toni che richiamano i «romanzi di spionaggio» come un'evoluzione positiva. Peter Reilly, scrivendo per Stereo Review, trovò le «sibilanti sibilanti» (ovvero le "s" pronunciate con un marcato sibilo) di Stewart involontariamente comiche, specialmente nel brano ''On the Border'', definito «cupamente melodrammatico». Ciononostante, Reilly ne lodò la scrittura, l'«atmosfera calda e rilassata» e le abilità chitarristiche di Stewart.

La produzione di Alan Parsons e i ricchi arrangiamenti ricevettero ampi consensi. Nel 1987, ''Year of the Cat''* era ormai diventato un disco molto apprezzato, anche e soprattutto per la perfezione del suono, al punto che venne molto spesso utilizzato spesso come riferimento per dimostrazioni di impianti hi-fi. Chris Woodstra ha definito ''Year of the Cat'' il capolavoro di Al Stewart. Stephen Thomas Erlewine, di AllMusic, ha concordato, descrivendolo come la massima espressione del sound e dello stile dell'artista.