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news - rassegna stampa

15/07/2007   GENESIS
  In 500mila ieri al Circo Massimo per assistere al loro show!

Phil Collins (foto) saluta la folla in italiano e il pubblico si infiamma. Per vedere da vicino Collins, Tony Banks e Mike Rutherford sono arrivati fan da tutta Italia ma anche pullman da tutta Europa, in particolare da Austria, Germania, Francia e Slovenia. I Genesis hanno suonato davanti a 500mila persone, secondo gli organizzatori, che hanno riempito il Circo Massimo per il Telecomcerto gratuito organizzato da Telecom Progetto Italia e dal Comune di Roma. I fan si sono assiepati anche fuori dell'Hotel De Russie, nella speranza di vedere il trio che con la tappa romana ha concluso il tour "Turn it on Again", il primo dopo quindici anni. Un palco largo 64 metri, profondo e alto 28 metri, con 90 milioni di led a comporre uno schermo largo 54 metri e alto 12. Il concerto inizia con “Behind the Lines - Duke's End”, poi “Turn it on again” dall'album “Duke” del 1980. Arriva “No son of mine” con una bella performance di Banks alla tastiera. A seguire, “Land of confusion”, primo di una serie di brani in scaletta dall'album “Invisibile Touch” del 1986. Poi è la volta del medley che unisce “In the cage”, “The Cinema Show”, “Duke's Travel” e “Afterglow”. I Genesis sembrano tornati ai picchi creativi del periodo compreso tra la permanenza di Peter Gabriel e i cinque anni successivi alla sua uscita dalla band. Ci sono momenti intimi come “Hold on my heart”, ma poi un’altra medley con “Follow you, follow me”, “Firth of fifth” e “I know what I like”. Durante “Firth of fifth”, Collins suona il tamburello come se fosse un giocoliere. Tra grandiosi effetti speciali, i Genesis attaccano anche “Mama”, brano del 1983. E “Ripples”. Con una grande partecipazione del pubblico che si unisce ai cori, Phil Collins e Chester Thompson danno vita a uno spettacolare duetto alla batteria. L’ultima medley è “Tonight, tonight, tonight” unita a “Invisibile touch”, uno dei momenti più emozionanti dello show romano con finale di grande effetto grazie anche a giochi di luce e fuochi d'artificio. Nei bis “I can't dance”, che dà il titolo all'ultimo disco in studio e “The carpet crawlers”, dal capolavoro “The lamb lies down on Broadway” del 1974. (Music Link)