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25/08/2011   STADIO
  Il singolo 'Gaetano e Giacinto' anticipa il nuovo album 'Diamanti & Caramelle'

E´ in uscita “GAETANO E GIACINTO” degli Stadio, brano che anticipa l’uscita (prevista per il 27 settembre) del loro nuovo album di inediti dal titolo “Diamanti&Caramelle” (Capitol), che esce dopo più di due anni dal precedente (“Diluvio Universale”). Scritta dagli Stadio per ricordare (Gaetano) Scirea e (Giacinto) Facchetti, la canzone rievoca due storie italiane di provincia salite alla ribalta del calcio mondiale; è il tributo a due grandi campioni “silenziosi”, a due uomini, a due icone per le tifoserie di Juventus e Inter - ma anche per tutti gli appassionati di calcio - che “con un solo passaggio uniscono milioni di gente”, come recita il testo, “due tipi che parlano piano”, “che parlano niente”... “Il legame con due personaggi come Scirea e Facchetti è bene impresso nella mia memoria”, dice Gaetano Curreri, leader degli Stadio. “Per l´amore che ho per il calcio, mi è sembrato bello raccontare le loro storie che "nascono dal basso”, dalla vita vera di periferia. Le storie di quei calciatori "veri", che riescono a fare di un sogno la loro realtà. Sono campioni che aiutano i bambini a sognare e che oggi vanno riscoperti: Facchetti e Scirea sono punti di riferimento ideali”. Gli Stadio e Emi Music Italy hanno deciso di devolvere la loro parte di proventi derivanti dalla canzone alle fondazioni dedicate ai due indimenticati campioni. Da “GAETANO E GIACINTO” è stato tratto anche il videoclip realizzato dal regista Paolo Marchione e girato sul campo di calcio del Tufello, quartiere popolare romano caro a Pier Paolo Pasolini, tra la sabbia nera e sotto il solleone di un pomeriggio d’estate, interpretando lo spirito che ha ispirato il progetto. Gli Stadio non sono nuovi a canzoni del genere, hanno raccontato già altre storie e altri personaggi “paralleli” dello sport, a volte “celebrandoli” altre “guardando dietro la celebrità”: “…E mi alzo sui pedali” (nel 2007, per il ciclista Marco Pantani); “Ma se guido una Ferrari” (nel 1995, sul mito del cavallino rosso); “Doma il mare il mare doma” (nel 2000, per Diego Armando Maradona). “Non amiamo i calciatori con i cerchietti in testa, pieni di tatuaggi, che si fidanzano con le veline, sinceramente non ci appassionano”, continua Curreri, “ognuno può far quello che vuole ma il calcio deve ritrovare una propria armonia e condivisione, sobrietà, serenità, direi autorevolezza, anche nella figura del calciatore, che si è un pò smarrita ultimamente, perdendo di conseguenza tutta una serie di valori. Non che i calciatori debbano essere per forza dei modelli, anzi, tutt’altro, ma, se hanno cominciato calpestando la terra di campi improbabili, non devono dimenticare mai il sudore e la fatica per realizzare un sogno...”. Sito ufficiale della band: www.stadio.com; su Facebook: “Stadio Official”. (Newsic)