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15/10/2019
MARILLION
La band da oltre 15 milioni di dischi venduti ritorna con un nuovo album live: ''With friends from the Orchestra''

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L'8 novembre uscirà il loro nuovo album ''Sunsets & Full Moons''

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news - rassegna stampa

24/11/2011   QUEEN
  Vent'anni fa ci lasciava il grande Freddie Mercury

Cade proprio oggi il ventesimo anniversario della morte della leggendaria voce dei Queen: Freddie Mercury. Mercury, all’anagrafe Farrokh Bulsara, nacque a Zanzibar il 5 Settembre del 1946 e si spense a soli 45 anni, a Londra, colpito dall’AIDS. Una morte silenziosa, una malattia vissuta lontano dai flash e dai riflettori, che ci lascia il ricordo di una delle più grandi voci di tutti i tempi e grandi performance che hanno indelebilmente influenzato i posteri. Il 22 Novembre 1991 fu lo stesso Freddie, che probabilmente sentì l’arrivo imminente della morte, a divulgare un comunicato, lucido e straziante: “Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia…”. Poco più di 24 ore dopo questo comunicato si spense per sempre il cantante simbolo di una generazione, che lascia in ogni caso il suo marchio anche sulle generazioni del futuro: oggi, a 20 anni di distanza, il mito di Freddie Mercury è più vivo che mai, attraverso i suoi capolavori musicali. Una voce estesa quattro ottave, con falsetto, che sapeva passare da una tonalità all’altra con una naturalezza inimitabile, con un’espressività senza eguali e tante, tantissime sfumature che ancora oggi gli vengono invidiate dai cantanti più completi. Ma Freddie non era solo un cantante, era anche un eclettico frontman, un grandissimo musicista ed impareggiabile compositore. Tutte queste caratteristiche hanno fatto di lui, della sua immagine, il mito che è oggi. In tutto il mondo oggi sono previsti dei concerti-tributo, per ricordarlo e celebrarlo. Ed esce anche la “biografia intima” scritta dal suo assistente Peter Freestone che restò accanto a Mercury per 12 anni, finchè non sopraggiunse la morte. L’icona del rock vive ancora nella sua musica, così come lui avrebbe voluto. (Linea Musica)