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MARK HARWOOD "Two actors"
(2026 )
Con ''Two Actors'', pubblicato a fine 2025 2025 su Akti Records, Mark Harwood firma uno dei lavori più enigmatici e affascinanti della sua produzione recente.
L’album si presenta come un dialogo senza copione, un teatro sonoro frammentato in cui voci, rumori, apparizioni digitali e squarci melodici convivono in un equilibrio pericolante e ipnotico.
Harwood, già noto per le sue incursioni tra performance, musica concreta ed estetiche del surreale, qui gioca con i ruoli, indossando una pluralità di maschere vocali e timbriche: voci sincere, femminili, teatrali, giornalistiche, persino operatiche, emergono e scompaiono come tracce di un'identità frantumata.
Questa coralità instabile è la cifra che rende l’album tanto inquietante quanto profondamente umano: un viaggio nella psicologia del soggetto contemporaneo, sospeso tra presenza e artificio.
Musicalmente, ''Two Actors'' oscilla tra collage sonori, plunderphonics, momenti quasi pop e passaggi dalla struttura quasi classica, confermando la capacità di Harwood di muoversi nei generi senza mai appartenere davvero a nessuno di essi.
Le “ondate febbrili digitali” si alternano a pause sbilenche, creando un flusso che sembra sfidare la linearità del tempo e del racconto. L’impressione generale è quella di attraversare un luogo instabile: un cinema abbandonato in cui l'intervallo non finisce mai, o una casa sconosciuta in cui ogni porta apre su un mondo diverso.
Harwood costruisce così un universo dove l’ironia, il perturbante e un’insospettata tenerezza convivono, spesso nella stessa traccia.
Con ''Two Actors'', Harwood realizza un’opera intellettuale ma emotiva, disturbante ma profondamente accessibile a chi è disposto a lasciarsi trasportare nel suo labirinto sonoro.
È un album che non si limita a essere ascoltato: osserva chi lo ascolta, lo interroga, lo provoca. E in questo gioco di specchi, Harwood si conferma uno degli autori più originali della scena sperimentale europea. (Andrea Rossi)