STEPMOTHER  "Bring me flowers and tell me you love me"
   (2026 )

Con ''Bring Me Flowers and Tell Me You Love Me'', gli Stepmother firmano un ritorno sorprendente e maturo, dieci anni dopo il debutto ''Calvary Greetings''.

Il nuovo album, pubblicato nel dicembre 2025 da Megaphone/Knock'em Dead Records, si presenta come un mosaico musicale costruito da una formazione rinnovata e più internazionale, capace di trasformare l’eclettismo in una cifra stilistica coerente e irresistibile.

Se il primo album oscil­l­ava tra post‑punk, prog rock e sperimentazione avant‑garde, qui la band compie un passo ulteriore: elettronica “nifty”, sezioni di fiati spettrali, chitarre ruvide e una batteria più incisiva creano un paesaggio sonoro vivace e stratificato.

È un disco che non teme l’eccesso né l'imprevisto, spingendosi costantemente oltre i confini del genere. La presenza della cantante e performer Tisa World rappresenta la vera svolta del progetto. La sua voce guida il viaggio sonoro con sicurezza, teatralità e un sense of wonder quasi da cabaret contemporaneo.

Grazie a lei — e al drumming dinamico di Philipp Ernsting — il materiale che per anni era sembrato “incompleto” trova finalmente la sua forma definitiva. World non si limita a cantare: trascina, interpreta, trasfigura. Ogni brano appare come un piccolo tableau narrativo: da ''Drunk'' a ''Succulent Plant'', la sua voce crea continuità emotiva in un album altrimenti caleidoscopico.

L’album si compone di quindici tracce che oscillano tra ironia, inquietudine, surrealismo e puro piacere sperimentale. Titoli come ''Goblin Market'', ''Lassitude and Anger'' o ''Gaslighting'' sembrano evocare brevi racconti sonori, episodi che mescolano atmosfere da teatro dell’assurdo con una libertà compositiva sorprendente.

Lo spirito della band rimane anarchico, libero, talvolta irriverente, ma è un’irriverenza intelligente, che si nutre di anni di esperienze, progetti paralleli e collaborazioni sparse tra Rotterdam, Zurigo e mezza Europa.

''Bring Me Flowers and Tell Me You Love Me'' è un disco che richiede attenzione e ricompensa con generosità. Non c’è brano che suoni “di passaggio”: ogni traccia ha un’identità netta, spesso spiazzante.

L’uso di strumenti acustici e elettronici, la cura dei dettagli di produzione e un approccio quasi da “laboratorio sonoro” rendono l’album una delle uscite più originali nella scena avant‑rock europea recente.

Gli Stepmother tornano con un lavoro che non solo conferma il loro talento, ma lo amplia e lo ridefinisce. ''Bring Me Flowers and Tell Me You Love Me'' è un disco ambizioso, colto, divertente e profondamente umano. È l’opera di una band che non teme di reinventarsi, di osare, di costruire ponti tra generi e generazioni.

Un album che non chiede solo di essere ascoltato, ma di essere vissuto. (Andrea Rossi)