WIM MERTENS  "As water is to fish"
   (2026 )

Il grande compositore e pianista belga Wim Mertens torna a sorprenderci ed emozionarci con le sue costruzioni minimaliste, ottenendo tanto con poco.

Noto ai più per i brani “Struggle for Pleasure” e “Maximizing the Audience”, entrambi degli anni Ottanta, Mertens mette al centro il suo pianoforte, accompagnato in questo nuovo lavoro dall'orchestra.

Uscito per Usura Records, “As Water is to Fish” si apre con “Want het was me het weekije wer wel”, basata su un'irrequieta ritmica di pianoforte in tonalità minore, affiancata dal fagotto, poi raggiunta da clarinetto, violino, e in seguito ottoni e rullante. Un crescendo che si ripete sullo stesso loop, è questa la formula nota di Mertens: cellule semplici che assumono via via colori diversi e intensità maggiore.

“Bon gré, mal gré” si basa su una sequenza di arpeggi che mi ha incuriosito così tanto da volerla cercare al pianoforte: sono quattro accordi che cambiano tonalità cinque volte, fino ad arrivare un semitono sotto alla tonalità di partenza... No, è troppo soddisfacente, ve la voglio trascrivere:

| Do La- Fa Re- | Sib Sol- Mib Do- | Lab Fa- Reb Sib- | Fa# Re#- Si Sol#- | Mi Do#- La Fa# | Si |

Vedete, ad ogni battuta scende di un tono, e poi da quel Si finale, dove la progressione prende una pausa, si ritorna al Do. Un eterno ritorno circolare. Il brano dura 8 minuti, è il più lungo degli undici che formano l'album, e per me potrebbe già diventare un nuovo classico; e in questa progressione continua, il pianoforte viene seguito dai fiati e poi dagli archi, ma anche da un vibrafono.

“Une fous chaque fous” si struttura su una melodia fredda e una ritmica secca, quasi marziale, è un brano austero, mentre “Effet-Tunnel” è un agitato 5/4 che si caratterizza per un ossessivo e acuto tema di trombone che ritorna ad ogni fine misura, che rischia di rimanere impresso nella mente dell'ascoltatore a lungo tempo.

Ancora tempi dispari: “Error-tolerant” è in 9/4 e la cellula melodica principale, divisa in due metà, rivela nella seconda l'utilizzo della scala lidia.

Il violoncello di “Archivcharakter” trasporta la malinconia di una melodia dalle note di pianoforte omoritmiche (tutte di durata uguale). Nella seconda metà del brano, la melodia si spegne, in favore di lunghe note d'archi e una suspense immobile, puntellata solo dal fagotto qua e là.

Anche in “Amorce” il fagotto è importante, facendo il controcanto del pianoforte, e torna ancora con la stessa centralità in “Catch-all procedures”, brano in 6/8 che verso la fine si fa quasi fatato, grazie al glockenspiel che insegue il violino.

Il vibrafono ritorna a creare un ambiente morbido, all'inizio di “Mutual overwriting” e ci inganna, portandoci a pensare che sarà un brano lento e meditativo. Invece, pianoforte e fiati arrivano con rapide e gioiose scale.

“Weakening It” è fatta da impetuosi arpeggi, con la drammaticità di un Vivaldi estivo, implacabili per cinque minuti. L'album è chiuso da “Brachliegend”, un tema che sembra quasi voler essere “antemico”, cioè un inno, confermato dallo strumming di chitarra aggiunge un tocco di teatralità.

Tutti i colori dell'orchestra arrivano al momento giusto, a rinforzare le cellule melodiche portanti. “As Water is to Fish” conferma l'importanza di Mertens nel panorama della musica contemporanea. (Gilberto Ongaro)