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SEK "Wallensteins garage"
(2026 )
“Wallensteins Garage” è l’album di debutto dei Sek, trio progressive/psychedelic rock di stanza a Berlino il cui nome rappresenta l’acronimo dei tre cognomi: Paul-Willy Stoyan alla chitarra, George Edert alla batteria, Lucas Kazzer al basso.
L’album arriva dopo alcuni anni trascorsi in ambienti underground, con due uscite autoprodotte su cassetta, e si presenta come una sorta di concept album sulla figura di Albrecht von Wallenstein, comandate boemo tra le figure più controverse della Guerra dei Trent’anni.
Il disco dipinge un quadro surreale e surrealista, in cui Wallenstein si trova dentro un garage a restaurare il corpo del suo cavallo da guerra, Amore Mio, mentre pensa agli episodi cruciali delle battaglie. Il tutto muove da un episodio reale e documentato, ovvero il generale che recupera il cadavere dell’animale dopo la battaglia di Lützen.
“Wallensteins Garage” comprende cinque brani per una durata complessiva di circa quaranta minuti, aperti dalle distorsioni psichedeliche della titletrack e chiusi dalle soluzioni più progressive, ma sempre acidule, di “Amore Mios Ende”.
I due episodi descritti dalla stessa band come quelli centrali per la narrazione sono, però, “Amore Mio”, che esplora i temi della devozione e della perdita con le architetture sonore più emotive del lotto senza mai perdere di vista il proprio afflato psych, e “Die Schlacht Bei Lützen”, la battaglia vera e propria, che invece insegue un sound più muscolare per restituire il senso di caos e di devastazione della città tedesca teatro della battaglia nel 1632.
"Wallensteins Garage" riesce nell'intento di sostenere una narrazione anche senza parti vocali e regala buone sensazioni dall'alba al tramonto, grazie a belle intuizioni sul piano compositivo e tracce di improvvisazione. (Piergiuseppe Lippolis)