PIA TUCCITTO  "Romantica io"
   (2020 )

“E… vuoi da bere?”. Molti penseranno subito al Blasco nazionale, con queste parole. Non tutti sanno che l’autrice di questo pezzo, interpretato magistralmente da Vasco (il suo “va bè” così ironico è inimitabile), si chiama Pia Tuccitto, ed è una cantautrice che nulla ha da invidiare a Irene Grandi e Gianna Nannini, in quanto a personalità e a presenza scenica. Difatti, ha collaborato con le donne citate, oltre a Fiorella Mannoia, Giorgia ed Elisa. Ha aperto i concerti del rocker di Zocca, condiviso il palco con Patty Pravo, ma anche Gianni Morandi, Cesare Cremonini e Francesco Renga. “Romantica io”, album uscito il 31 gennaio 2020, raccoglie molti suoi singoli usciti negli anni. Nei testi ci sono tante parole fiammanti, tanta passione carnale, immersa in quello che ormai potremo riconoscere precisamente come “rock emiliano”. La cifra stilistica è quella, un marchio di fabbrica in cui Pia si riconosce e se ne fa anche portabandiera. La titletrack porta subito il fuoco: “Accendi il mio cuore e poi lo lasci bruciare”. L’amore continua anche lontano dall’alcova in “Come nei films”: “Parlo stirando le lenzuola, succede a chi si innamora, cosa ridi?”. Il ritornello catchy di “Com’è bello il mio amore” è pronto per una diffusione radiofonica delle avance audaci: “Sono una tipa ribelle che preferisce mangiarti dalla pelle”. “Perché tutto muore” e “Stupida per te” mostrano anche il lato fragile, accompagnato dal pianoforte. Specie nel secondo, con le paranoie che si sciolgono con una risata di lui: “Chissà se hai ragione, me lo chiedevo prima, che sono una bambina quando penso che, stupida per te lo sarò sempre, in quei momenti che mi sento sola. Stupida perché sono stata male, quella volta che non volevi far l'amore”. Con “My radio” invece torna a volume alto la distorsione e l’aggressività senza metafore: “Mi piace corteggiarti, portarti fuori a cena, ballarti appiccicata. Mi piace sbatterti col buio o con la luce, ti tocco con le mani e tu stai per venire”. “E…” ritorna nella voce dell’autrice originaria, con un arrangiamento più pesante rispetto alla versione che conosciamo tutti. Romanticismo e rock hanno spesso molto in comune, per quanto riguarda l’espressione esplicita dei sentimenti. Come in “Tu sei un sogno per me”, tra i ricordi dell’imbarazzo della prima volta, per arrivare a teneri momenti intimi: “Mi piaci quando parli, e all’improvviso ti addormenti”. “Sto benissimo” descrive una situazione opposta, un desiderio di prendere un attimo le distanze: “Fai bene tu, sei bravo tu, sai tutto tu…”. Un curioso episodio andante, col piatto sul secondo battito, è la struttura di “Quante volte sono da sola con te”, dove in un minuto Pia ripete più volte il titolo. E l’album si chiude con “7 aprile”, un pezzo semi acustico con parole di desiderio: “Pensare che prima di incontrarti ti amavo già”. Per chi ancora non la conosce, qui c’è un’ambasciatrice di tutto rispetto del rock italiano al femminile! (Gilberto Ongaro)