recensioni dischi
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THREE LOW BIAS  "Three Low Bias"
   (2023 )

La trilogia dell’anima di Terrence Malick (''Tree of Life'', ''To the Wonder'', ''Knight of Cups'') è diventata musica per merito dei Three Low Bias, un inedito trio formato da Alberto N.A. Turra (chitarra), Giovanni Calella (basso) e Diego Galeri (batteria), tutti musicisti dalla lunga carriera.

Il disco, omonimo, comprende nove brani che derivano da riferimenti e influenze diverse, con il post rock sempre sullo sfondo, ma con evidenti richiami math uniti a un forte gusto sperimentale e ad un’attitudine improvvisativa che approda in territori non distanti dal jazz.

Molto spesso, come accade sin dall’opener “Being Christian Bale”, i brani cambiano pelle in corso d’opera attraverso poliritmi, trame spezzate, costruzioni e decostruzioni che raccontano molto del talento compositivo del trio.

Il cuore pulsante del disco può essere rappresentato da brani come “Anima/Animus”, un concentrato di post rock che evolve fino a suggerire sensazioni post-jazz, da “Can a Porcupine Live in Panama?”, con il suo piglio math acidulo e persino vagamente danzereccio, e dall'ultima chicca, “Post-Rock for Wondering Girls”, che è più di una semplice bella interpretazione del genere, nel suo ostinato flirtare con più elementi e a fonderli con estrema grazia.

Il debutto dei Three Low Bias certifica ancora il talento tecnico e l'ispirazione di tre musicisti che non scopriamo certo oggi, ma di cui continuiamo (volentieri) a scoprire un’urgenza creativa invidiabile. (Piergiuseppe Lippolis)