recensioni dischi
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SOWN  "Downside"
   (2006 )

Questi ci sanno fare: il commento, semplice e stringato, Ŕ il primo che viene in mente ascoltanto 'Downside' degli italianissimi Sown. Questi sanno fare rock come Dio comanda, e la mente corre ai gruppi di riferimento del genere metalcore. Intendiamoci: oltre 100 concerti in 4 anni di vita hanno sicuramente donato professionalitÓ, ma non Ŕ tutto qua. Al di lÓ della "parvenza metalcore", ci˛ che distingue i Sown sono le "note". Non solo i 6 ragazzotti ci sanno fare con strumenti e voci (2 sono infatti i vocalist, Angelo Rissini e Nicola Boni), ma in ogni brano, compresi i pi¨ duri (tutti, in pratica, eccetto la conclusiva ballata "Suicide note pt.1"), c'Ŕ sempre una linea, una traccia, uno spartito vero. Troppo spesso (Ŕ solo il parere del sottoscritto) si etichettano sotto il termine di "metalcore" gruppi dai brani simili e ben poco ricercati. Come se la durezza del suono potesse essere sufficiente. E quindi onore ai Sown: alcune loro tracks, senza per nulla trascendere le sacre tavole del genere, potranno attrarre anche fan insperati. Provate con l'iniziale "Sweet smiling stars", con "Ever increasing" o con la giÓ citata e splendida "Suicide note pt.1" (tributo a Dimebag Darrell): l'esperimento Ŕ votato al successo (Andrea Rossi)