recensioni dischi
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CATTANEO, TIM LEFEBVRE & ANDREA LOMBARDINI  "Hypersphere"
   (2024 )

Ecco la nuova proposta, nutritiva e generativa, del talentuoso trio Cattaneo, Tim Lefebvre & Andrea Lombardini. Il primo è il cantautore Paolo Cattaneo, giusto per precisarne il DNA, il terzo è un bassista italiano celebre in tutta Europa, ma soprattutto Lefebvre è il musicista (anch’egli bassista) che ha collaborato negli ultimi anni di vita con il grande David Bowie.

Con un lignaggio del genere non potevamo che aspettarci un disco di grande importanza, ed ecco che, pur limitato dalla brevità, abbiamo nelle orecchie un prodotto che evoca a tratti i Porcupine Tree ed il loro leader Steven Wilson, ma non solo.

C'è una psichedelia buona, e anche il mitico Duca Bianco nella sua fase più sperimentale, ad aleggiare come pater familias.

Difficile da catalogare, questa musica, ma certo non da consumare nella fretta di una delibazione mordi e fuggi, semmai da meditare con un buon calice accanto e gli occhi chiusi a sognare paesaggi, frammenti di film surrealisti.

Perché per una musica del genere non c'è gabbia esaustiva che tenga: noiseirock, sperimentale, post punk, addirittura kraut rock? Siamo di fronte a buona musica e tanto basti, onesta e mai noiosa, ascoltate le atmosfere di ''Vibing'', ''Sentinel Peak'', ''Hypersphere'', e vi sentirete traspoertati in un mondo tra Blade Runner e i film di Herzog.

Un lavoro di paesaggi eterei, epiche cavalcate lisergiche, campiture che rammentano i paesaggi fantascientifici del grande pittore britannico Glenn Brown e atmosfere sospese, drammaticamente tese tra corde inafferrabili, frutto di una buona artigianalità elettronica, che nessuna intelligenza artificiale potrebbe concepire perché troppo umana. Voto 8. (Lorenzo Morandotti)