recensioni dischi
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MY BRIGHTEST DIAMOND  "Bring me the workhorse"
   (2006 )

Tra Nina Simone, la musica classica e l'opera, P.J. Harvey ed i Portishead, e con la benedizione di Anthony and the Johnsons e Sufjan Stevens, ecco un nome che cullerà con la sua voce incredibile le vostre serate. Scoprite l’incredibile talento di questa cantante in 'Bring Me The Workhorse', edito dall’etichetta Asthmatic Kitty di Sufjan Stevens. My Brightest Diamond è Shara Worden, giá collaboratrice di Sufjan Stevens, nipote di un chitarrista evangelista e viaggiatore, figlia di un campione nazionale di fisarmonica e di un'organista di chiesa. Tango spagnoli, gospel da domenica mattina, musica classica e jazz hanno accompagnato la sua vita quotidiana fin da bambina. Dopo il college, si trasferisce a New York City e si innamora dei suoi gelidi inverni e delle sue strade affollate. Continua a studiare Opera nell'Upper West Side, durante il giorno, mentre la sera frequenta i clubs downtown come Tonic, Knitting Factory e The Living Room, assistendo alle esibizioni, tra gli altri, di Antony & The Johnsons, Nina Nastasia e Rebecca Moore. Shara comincia a passare sempre meno tempo a leggere le partiture di Mozart e ad occuparsi sempre di piú di scordare la sua Gibson per suonare le sue nuove canzoni. Nelle sue performance, Shara mostra un versatilitá non comune che unisce la teatralitá vocale di Kate Bush, la seduzione sentimentale di Nina Simone ed il pop gotico dei Portishead. La sua passione per il teatro e per i costumi la spinge poi ad indossare sul palco abiti da supereroe, o vestiti da ballo, o ancora corsetti in stile Tudor, a seconda dell'umore. Le sue canzoni - profondamente personali - vanno oltre la melodrammaticitá propria dell'opera intesa come genere: Shara non fa altro che raccontare ció che è vicino al suo cuore ed inizia a vedere la sua musica come il regalo piú prezioso da offrire al pubblico... di qui il suono nome d'arte, My Brightest Diamond (il mio diamante piú brillante). Naturalmente l'opera non viene mai del tutto abbandonata e le esibizioni di Shara assottigliano i confini tra recital e concerto rock, presentando canzoni d'amore barocche insieme a caroselli francesi e cover di Prince. Le sue linee vocali sono perfette per Puccini ma la sua chitarra richiama PJ Harvey. Anni dopo i suoi esordi live, Shara incontra Sufjan Stevens al The Medicine Show, uno show presentato dall'incendiario poeta newyorchese Sage presso l'Arlene's Grocery. Questo incontro porta Shara ad un anno sabbatico, durante il quale entra a far parte degli ormai celebri Illinoisemakers. All'impressionante curriculum di My Brightest Diamond mancava peró ancora un album personale. Ed ecco che allora, nel 2005, Shara si mette a lavorare a ben due dischi: uno contenente canzoni accompagnate da un quartetto d'archi ("A Thousand Shark's Teeth") e un altro piú standard rock con una full band (con Earl Harvin alla batteria, Chris Bruce al basso e, in una canzone, suo padre Keith alla fisarmonica): questo, intitolato "Bring Me The Workhorse". Le sue canzoni distillano storie da momenti struggenti: una telefonata, un cavallo ferito, una libellula imprigionata nella tela di un ragno. Shara non ci dice tutto, ma solo quello che è veramente importante. My Brightest Diamond è molto piú di questo, grazie anche al senso dell'umorismo che qualcuno puó ritrovare in qualche vecchio episodio tv di Wonder Woman o in "Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carroll.