recensioni dischi
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DAVID BOWIE  "Best of Bowie"
   (2002 )

Per chi non conosce bene David Bowie, oppure per chi vuole semplicemente approfondirne la conoscenza, questo splendido album è l'occasione giusta. Uscito in svariate e diverse edizioni in giro per il globo, “Best of Bowie” è una summa notevole, forse non completa (e come potrebbe esserlo?) ma comunque esaustiva. Difficile decidere, dopo l’ascolto, quale fu il picco assoluto della carriera di David: sicuramente non gli ultimi anni (che ci hanno regalato ben poco da ricordare, ahimè…), forse l’indimenticabile “Heroes”, frutto della collaborazione tra il nostro ed il grande Brian Eno (qualche anno più tardi responsabile, tra l'altro, della definitiva consacrazione degli U2...) Personaggio davvero fuori dalla norma, David, particolare fin nell'aspetto: ha infatti i due occhi di colore diverso. Non solo: le sue pupille si allargano e restringono in maniera asimmetrica, e queste particolarità, all'inizio della carriera negli anni '60, erano ancora più evidenti per la carnagione di Bowie, volutamente mantenuta chiarissima. Fin da allora si sparse la falsa diceria dell'occhio di vetro, che ancora oggi in molti sostengono. Sempre sul Duca Bianco, pochi sanno che la scelta di assumere un nome d'arte fu dettata dalla quasi omonimia di Bowie (al secolo David Jones) con Davy Jones dei Monkees. La carriera non fu subito facilissima: il 24 aprile 1968 fu addirittura rifiutato dalla Apple Records, l'etichetta dei Beatles. Più o meno in quel periodo (1969) David tentò di crearsi nuovo pubblico dalle nostre parti incidendo una orribile versione italiana di "Space oddity", ribattezzata per l'occasione "Ragazzo solo, ragazza sola" (!), con testo di Mogol. Non contento dell'italica performance di allora, Bowie ritentò l'esperimento in tempi susseguenti interpretando "Volare (Nel blu dipinto di blu)" di Domenico Modugno nella colonna sonora del fortunato "Absolute beginners" (1986). Ma è stata, la sua, una carriera fantastica: e ancor oggi, ad ascoltare “Space oddity”, “Ashes to ashes”, “Heroes”, “Modern love” ed anche “Let’s dance” qualche lacrimuccia scende… (Andrea Rossi)